Iggy Pop - Beat 'Em Up (Virgin/2001)
Dico subito che non sono tra coloro che affossarono Avenue B, penultimo album dell'Iguana uscito nel 1999, nel quale si calava nelle vesti, per lui insolite, di "crooner" intimista (almeno in apparenza) sfoggiando una serie di impagabili ballate acustiche dal fascino malato. Un vero artista asseconda sempre l'umore del periodo che attraversa non facendosi soggiogare dalle aspettative febbrili dei fans! In Beat 'Em Up di quel ripiego esistenziale che aveva sedotto chi scrive senza riserva alcuna non rimane traccia poiché a spadroneggiare è un muro chitarristico "metallico" implacabile (Whitey Kirst e Pete Marshall) ed un Iggy Pop che con rinnovata energia sputa il suo livore mai pago in faccia ai benpensanti ma soprattutto ad una vita, la sua, che lo ha visto protagonista di risvolti drammatici e "pericolosi". Ma lo stoicismo affiorante in Death Is Certain la dice lunga sulla sua filosofia di vita così come il sarcasmo "pesante" di V.I.P., talkin' song nella quale Iggy castiga una categoria privilegiata nella quale volevano rinchiuderlo i mass-media sino a poco tempo fa. Ma si sa, di Iggy non ci si può proprio fidare!
I brani citati, insieme a Talking Snake, Foot Ball, mi sembrano quelli più intriganti e morbosi di una raccolta il cui suono si richiama palesemente, in più occasioni, alla trascorsa inossidabile vicenda Stooges, come nell'infiammata ghost-track (Commercial Love) che pare un remake di 1969 del primo mitico album, o in Ugliness.
Quando le urla di Iggy e le chitarre si coagulano sembra davvero di scendere all'inferno come ai vecchi tempi; in alcuni episodi invece mi sembra ci sia una rincorsa al "riff" hard/metal fine a se stessa che danneggia un po' il risultato finale. Iggy continua ad elargirci scampoli di maturo ribellismo e Beat 'Em Up è un grande album di rock-metal moderno che non raggiunge però a mio modesto avviso la maturità e completezza espressiva da lui raggiunta in American Caesar ('93) ed in Naughty Little Doggie ('96).
     
Non sono d'accordo sul fatto che questo disco sia inferiore ai due
citati da Pasquale. Per me questo è un disco fantastico,d'un'immediatezza
davvero rara. Iggy non poteva salutare il secolo in maniera migliore.
Luca
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