Anthony Braxton/Scott Rosemberg - Composition/Improvisation 2000 (Barely Auditable, 2000)
IE - (For Large Ensemble) (Barely Auditable, 1997)

Doppio turno per il nostro Scott Rosemberg, che nel primo di questi due CD si ritrova affiancato dal più celebre Mr. Braxton (con cui mi pare abbia studiato composizione qualcuno degli El Guapo). I fiati la fanno da padrone, con vari tipi di sax, clarinetto e flauto per entrambi. Mentre le improvvisazioni sono molto free-form, con serie di note a singhiozzo e parti di rumorismo che ricordano alcune composizioni per fiato di J. Cage, le composizioni sono maggiormente strutturate, per quanto lascino poco spazio alla melodia (in senso canonico) di più facile fruizione. Il timbro di Braxton è più caldo e risente di un'impostazione più classica, mentre Rosemberg, nella migliore tradizione da jazzista-improvvisatore bianco, è più freddo, veloce e lascia ampi spazi di rumore. Le composizioni di Rosemberg, oltre ad essere piu nervose (Statk e Ilnlr), si aprono frequentemente in parti di libera improvvisazione, mentre due canzoni scritte dall'attempato sassofonista di colore (#168 e #65) risultano più morbide. Lavoro che nonostante le diverse tecniche di scrittura risulta piuttosto omogeneo e a suo modo piuttosto piacevole.
Il secondo CD della breve saga dedicata a Mr. Rosemberg: in questo caso si limita ad una breve parte di clarinetto dedicandosi completamente alla direzione di questo ensemble che si compone di cinque violini, viola, violoncello, tre contrabbassi, due chitarre, tre clarinetti, due sax, tromba, tuba, accordion, voce, marimba e percussioni. Vi dirò fin da subito che questo disco è un piccolo gioiello, che in qualche punto ricorda le composizioni più cupe del disco solista di J.C.Evans (recuperatelo assolutamente!), alcune cose dei Classic Works di David Shea... Qualcuno ha detto: "isolazionismo da camera?". Composizioni classiche di stampo contemporaneo, in cui ogni singola nota viene diluita su tempi lunghi, giocando a rimpiattino con parti in cui l'unico solista è il silenzio. Musica per ambienti desolati...per aree dilatate... Cerebrale ed al tempo stesso "calda", forse è proprio questo che colpisce di questo CD. Il fatto che i soli diciassette minuti di Hums (il pezzo d'apertura) sarebbero più che sufficienti per l'acquisto a scatola chiusa è indicativo di molte cose. Nonostante si sviluppi in modo gentile e graduale non impedisce che alcune brusche aperture squarcino le atmosfere plumbee che occupano la maggiorparte del lavoro. Pur legandosi agli altri dischi di Rosemberg in virtù della sua difficile fruizione e della cerebralità delle composizioni... Un disco anomalo e di rara suggestione per questo musicista americano. Inquietante come quella splendida versione dell'odissea che la RAI trasmetteva nei primi anni ottanta (e che ogni tanto ricompare negli orari più inaccessibili). Nessuno più di Rosemberg sarebbe appropriato per scriverne la colonna sonora.


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