Grade, The Icarus Line - Milano, 01/02/02

Trend che vanno e trend che vengono.
Le mode sono spietate, e riguardano solitamente gruppi di media qualità, che per alcuni periodi diventano "grandi" in virtù dell'hype che si crea attorno a loro da parte di ascoltatori ed addetti ai lavori. Al Bulk questa sera tocca ai due gruppi americani confrontarsi con il giudizio degli scenesters italici, preceduti da un locale gruppo old school di cui non ricordo il nome (scusatemi...). The Icarus Line suonano un rock n' roll abrasivo sulla scia degli Stooges, inquinato da un certo suono hc un po' San Diego: foga e grande movimento dei musicisti si oppongono all'immobilità del cantante che urla col suo microfono in mano al centro del palco; tutti indossano camicie nere con cravatte rosse identiche e sono degli autentici indiavolati. La batteria è un martello esasperante, il bassista non nasconde movenze da vero metallaro e uno dei due chitarristi in pieno stile The Who/Nirvana (a proposito: sparlatene pure sulle riviste, trend che vanno e trend che vengono, si diceva...) cambia lo strumento prima dell'ultimo pezzo per poi distruggerlo con una buona dose di violenza. Molto bravi dal punto di vista tecnico, bella presenza scenica e grande grinta.
Poi tocca ai Grade: cafoni oltre il limite, vestiti completamente di nero con accessori come scarpe pitonate, teschi ed altre amenità imbarazzanti, cominciano a suonare il loro repertorio di emo-hc-metalloso-urlato molto efficace. Nei pezzi si alternano stacconi metallosi e arpeggi durante i quali la voce passa dal cantato all'harsh: il fatto è che i pezzi hanno una melodia molto efficace ed in breve il pubblico cambia, si fanno avanti una buona dose di ragazzi più giovani che cominciano a saltare e cantare tutti i pezzi col dito alzato: i Grade sono famosi! Anche chi, come me, non poga comunque nota la forte dose melodica e la notevole carica adolescenziale che la band sa esprimere, anche se il suono è più orecchiabile rispetto al passato: non c'è più molto spirito hc, ma è vero anche che fanno comunque un buono spettacolo. L'apoteosi si raggiunge sul finale quando in un classico pezzo dall'andamento sospettosamente calmo Kyle, il cantante, sale prima sulle casse per poi lanciarsi sul pubblico urlando come un pazzo appena parte lo stacco di chitarrone distorto...
Due buoni concerti, molto differenti tra di loro, ma che accostati lasciano un filo di amaro in bocca: perché la maggior parte degli scenester ha deciso per il pollice verso ai Grade (ex-"fighi" = "venduti"), rispetto ai "fighi" The Icarus Line? Non lo so e non mi interessa, io mi sono divertito a vedere entrambi e continuo a ripetere: trend che vanno e trend che vengono...

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