Home - XIV (The Arena Rock, 2000)![]() Nonostante la copertina orribile, il quattordicesimo capitolo (in realtà si tratta del quinto album, per così dire, ufficiale) di questo misconosciuto trio proveniente da Tampa, Florida, è anch'esso parecchio interessante. E se ne sono accorti gli stessi Grandaddy. Il loro genere però non collima molto con il barbuto gruppo californiano, ma sembra meglio accostarsi a certe cose dei Flaming Lips e dei dEUS periodo Worst Case Scenario, distaccandosi da questi ultimi per una sensibilità meno, ehm, europea. L'iniziale folk spettrale di Aguirre (Shelter) confonde le acque, poichè le tracks successive sono estrose, ricercate, sibilline. In una parola, sperimentali. Da qui il succedersi delle frustate di Burden, dell'apertura sinfonica di Children Suite e delle 'cineserie' di Aguirre (Exterior). Se al plot aggiungete pure le distorsioni di Thunder & Lightning e l'avanguardia di Contract, avrete del materiale raffinato e per niente indigesto che vi terrà occupati per un po'. Indie-pop sperimentale, si diceva. Bravi. Poi però quando incombe un pezzo lo-fi come Coming Up Empty Again, intenso, bellissimo e senza tanti orpelli, quasi (ho detto quasi!) dimentichi tutto il resto. |