Homeland - Songs About Living (Grace, 2001)
Feci carte false, un paio d'anni fa, per procurarmi questo CD. Citato in una playlist/intervista da Richard degli Hood, lo ordinai direttamente dalla svedese Grace Recordings che me lo recapitò dopo poche settimane. Un paio di ascolti, poi il disco sparì misteriosamente. Piccola tragedia domestica, comune a tutti quelli che, come me, non trovano il coraggio di riordinare la propria collezione di dischi, stipandoli in ogni angolo libero della stanza. Qualche settimana fa il disco è miracolosamente ricomparso, polverosamente riesumato dal retro del mobile dello stereo, dietro al quale era caduto chissà-quando-e-chissà-come. Eccomi qui a parlarne, quindi, ulteriormente reso felice dall'ascolto mentre fuori diluvia.
Homeland si chiama Mikael Carlsson, viene dalla fredda Malmö e questo è il suo primo disco, registrato artigianalmente in casa con l'aiuto di amici ormai un quasi lustro fa. E' un disco banale, banalissimo, debitore come (e più di) tanti altri nei confronti di Codeine e di Red House Painters, le canzoni sono poco più che abbozzate e gli arrangiamenti estremamente semplici (piano, violino, chitarre acustiche e poco altro). Ma è un disco bellissimo. Bello e soffice come una lunga nevicata (ricordate la copertina di The White Birch?), silenzioso come un abbraccio sotto al piumone in una notte invernale. Impossibile farne a meno, per quanto mi riguarda.
L'australiana Cumbersome lo ha appena ristampato, con neanche 15 Euro (spese postali comprese) lo fate vostro, altrimenti provate a contattare la Grace. Venetian Blind e Still bastano da sole a rendere unico questo (troppo oscuro?) gioiello.
     
aggiungi il tuo parere
|