AA.VV. - Hearings (Transacoustic Research, 2003)

Un vero e proprio esperimento elettro-acustico: macchinette del caffè, luci al neon, gameboy... Tutto può essere una fonte sonora suonabile/organizzabile per gli autori contenuti in Hearing. Approcci non convenzionali, musica 'concettuale' che ha per nonni Stockhausen (del periodo elettronico) e Cage (quello meno 'suonabile' e più 'ready made'). Eppure non si ha l'impressione di ascoltare un CD di musica concreta, infatti la maggioranza delle tracce segue un beat di chiara influenza elettronica, in molte viene anche abbozzata una melodia, in qualcuna compaiono dei campioni di voce. Ad ulteriore conferma di quello che ho appena scritto vi basti sapere che al primo ascolto del disco (un ascolto in cui di solito evito di leggere una qualsiasi informazione inerente ai gruppi, alla musica o al disco) mi ero piacevolmente rilassato sul letto sorbendomi il 'pastiche' servito da Hearing nella candida convinzione che si trattasse di un buon lavoro di elettronica laptop o giù di lì e, cosa ancora più sorprendente, ero convinto che si trattasse di un autore solo e non di una compilation. Ecco la sorpresa: suonare con la sperimentazione, non essere amelodici a tutti i costi...anzi, alcune tracce scivolano via che è un piacere. Nomi? Ok, facciamo un po' di categorie: Jorg Piringer (assembla esclusivamente campioni di voci umane prese da tv e radio), Boris Hauf (ha scritto tutto in tedesco perciò non posso dire nulla), Matthias Meinharter (che usando un sistema di registratori a catena remixa Vexations di Satie) e Paul Divjak (con delle tracce apparentemente in 'reverse') per la categoria dei melodici. Dieb 13, Iftaf, Nikolaus Gansterer (quello che usa il rumore delle luci al neon), Matthias Meinharter, Das Faxmattinger & Gerald Rossbacher per la categoria ambient-laptop. Tutti gli altri ricordano dalla musica concreta al rumorismo ambientale (qual'è la differenza?), oppure semplice confusione elettronica. Certamente un disco che non è rivolto all'ascolto fine a se stesso (che farebbe la gioia dei fans di Duchamp) ma di raro gusto e di pregevole fattura, tanto che gli appassionati di 'artigianato' ne rimarranno affascinati.

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