Hayden - Live At Convocation Hall (Badman, 2003)
Dopo un esordio da indipendente con un'autoproduzione e il seguente passaggio da indie a major, la carriera promettente di Hayden ha fatto una pausa dalla quale molti dicevano che non si sarebbe ripreso, bruciato dal salto e scaricato nel niente appena dopo un disco come tanti altri: invece dopo tre anni è tornato per la Badman con Skyscraper National Park, mostrandosi ancora in forma; ora esce questo doppio dal vivo registrato come un unplugged, con ben ventidue brani.
La scelta delle canzoni si incentra principalmente, come avviene spesso, sull'ultimo disco in studio più qualche perla dal passato, una manciata di inediti e una cover, Tell Me Why di Neil Young (con Julie Doiron ai cori), forse inevitabile per un cantautore canadese tanto più che poi l'influenza del mitico si sente pure in tutto il disco... Registrato con un suono molto caldo, il disco fa scorrere una dopo l'altra le canzoni di Hayden, dolci e dai testi così semplici ma anche così sinceri, veri: il trucco è che con una voce romantica ma non troppo, un filo nasale e lievemente mielosa come la sua non può che convincerci della sua limpidezza ed onestà intellettuale, trucco in cui caschiamo di buon grado: insomma scorrono due ore di buone canzoni, dolci, oneste, sincere e abbastanza "classiche" senza essere pedanti; la lunghezza dei due dischi affatica un po', ma le pause tra un brano e l'altro con le storielle sulla vacanza in Messico ed altre facezie come "Hayden sposami" aiutano parecchio ad arrivare fino in fondo, anche perché lo show non è stato praticamente editato e ancora una volta l'aria di intimità e sincerità riescono a convincere. Un buon disco per fare un riassunto della carriera di Hayden in attesa del nuovo capitolo in studio, praticamente già pronto.
     

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