Harry J All Stars - Liquidator - The Best (Trojan/Goodfellas, 2003)
Se siete tifosi del Chelsea e frequentate Stamford Bridge, non avrete bisogno di grossi preamboli: Liquidator è il pezzo che - chissà perché proprio lui - dal 1969 cantate un sabato sì e uno no per spronare i 'blues'. Trattasi, come avrete intuito, del brano di maggior successo realizzato da questo quintetto strumentale nel corso di una carriera breve ma intensa che ne fece una delle backing band di punta in Jamaica nel passaggio tra un decennio e l'altro. Intanto, nessun Harry ne faceva parte: Harold Johnson fu il produttore che la mise in piedi, e se ne servì per fissare alcuni dei ritmi cosiddetti fondamenta del reggae in un periodo di eccezionale fermento creativo. Molti, per esempio, considerano la sua No More Heartaches (The Beltones) il primo pezzo basato sul beat reggae. E Cuss Cuss di Lloyd Robinson allora, che imperversa suonata e risuonata sotto le voci dei deejay odierni? E Young, Gifted & Black di Bob & Marcia? I cinque comunque viaggiavano a meraviglia, guidati dall'organo fiammeggiante di Winston Wright, risultando tanto accessibili quanto non certo pavidi nel loro affrontare diversi generi uscendone vincitori: Hang 'Em High è proprio il celebre tema western, Je T'Aime è proprio Gainsbourg, Don't Let Me Down sono proprio i Beatles! Soul Scorcher e U.F.O. hanno già la profondità del dub, soul e r&b aleggiano, si aggiungono strumentisti chiave come Val Bennett, Bongo Herman, Karl 'King Cannon' Bryan. Registrati tra il 1969 ed il 1972, questi venticinque brani sono forse un po' troppi da ascoltare tutti di fila, ma sono testimonianze di un'epoca. Harry J, più avanti nei '70 in piena esplosione dub, si unirà al fonico Sylvan Morris (reduce da Studio One), ma questa è un'altra storia. |