Supermodel GT - Popocalypse Now! (God Bless, 1998)
"No member of this collective ever passed the audition for Rock school"... Sono essi stessi ad informarci subito: questo disco è uno scherzo, i Supermodel GT non esistono (o sono una persona sola) e la prova di tutto ciò è che il loro sito su Internet è fasullo in quanto irreperibile. Quello che so di questi ragazzi (presumendo che siano quattro, come ci viene raccontato) è che dovrebbero essere inglesi e che GT sta per Gran Turismo... Dopo averli ascoltati so anche per certo che sono assolutamente folli e fuori da ogni schema, e riescono ad infilare in un disco (dal titolo pietoso) di 21 tracce praticamente di tutto, ogni sorta di musica, passando come nulla fosse dal noise alla disco. Il risultato è un'assurda accozzaglia di brani generalmente molto brevi, spesso ridotti a stupidi siparietti, ma talvolta vere imprevedibili chicche: esemplari i tre minuti quasi perfetti della bellissima Didn't Yer Father, che ricorda molto i dEUS così come gli amari Archers Of Loaf, con tanto di tastierina sul finale (noisy); la scazzata, sguaiata Horsepower (Sparklehorse? Flaming Lips? Sebadoh?); la geniale Sparring Partner (Wormhole?); o anche l'irresistibile Miami Fritto Rico, party-rock dagli inevitabili "sha-la-la-la", impossibili da non canticchiare in coro. Il bello è che, ascolto dopo ascolto, sono arrivato ad adorare certi momenti di questo incredibile lavoro, da cui tutto mi sarei aspettato tranne che un simile caotico collage sonoro: altri esempi possono essere l'indescrivibile pop (?) di School Disco; l'abbozzo di canzone denominato Black Hole, lenta e triste melodia simil-Pavement; o ancora, l'unica canzone di una certa durata, la desolata David Rockstar, con fisarmonica e chitarra ululante. Alla fine, però, non si salva un granchè, a meno che non si prenda l'intero lavoro con un certo spirito (ma dipende anche se l'avete pagato oppure no...): sono già abbastanza spiazzanti la intro e la seguente Horsemen Of The Popocalypse (un minuto esatto di furia garage rock seguito da appena venti secondi, improvvisi e sconclusionati, di tenui chitarre); ma se non vi basta potete cercare ancora, e troverete una specie di danzereccio James Bond Theme, col suo bell'"unz-unz", in Sniffer Dog; o uno sconcertante cantato in italiano ("Non ho conosciuto mio ammmore...Io ccchò le occhie solo ppè ttè"...!!!) nel tentativo tradizional-popolare Hotel (Clumba Mar), deliziato da tromba e organetto. Beh, troverete pure dell'altro, ma ve ne risparmio la descrizione (bastano i titoli: Polizia Polizia, Millenium Bug...). La grottesca ironia - alla Steel Pole Bath Tub, per intenderci - che aleggia sull'intero lavoro spesso colpisce intelligentemente nel segno, ma per lo più l'interminabile solfa di rumorini e amenità infastidisce. Non c'è modo di definire un disco come questo, se non parlando di una farsa. E' chiaro che hanno del coraggio, si pigliano in giro, usano parecchia ironia e tutto quanto, ma in questa maniera finiscono per pigliare in giro anche noi. Usano come motto "Extraordinary how potent cheap music is": sarà, ma voi pensateci bene prima di comprare questo disco! |