Goldenboy - Blue Swan Orchestra (B-Girl, 2002)

Da una costola degli Spain (come dimenticarli?) i californiani Goldenboy arrivano sulle scene indie-rock internazionali con un debutto più che spiazzante: semplici canzoni pop, malinconiche ma spensierate, che richiamano a memoria gli insegnamenti sia di Grandaddy che di Belle And Sebastian e compagnia cantante. Quello che è stupefacente, nella loro non-originalità (che non significa banalità), è la qualità del loro songwriting: leggero, minimale ed efficace quanto, se non meglio, quello dei maestri del genere. D'improvviso, poi, ecco apparire - è proprio il caso di dirlo - il fantasma del buon Elliott Smith, con tanto di cameo in Summertime, probabilmente la canzone più bella che il nostro non ha mai scritto. E Babydoll sembra un divertissement scozzese a firma Stuart Murdoch, così come con Kittens Of Lust si torna in California, per poi volare ancora oltreoceano, e di nuovo a casa. A piccoli passi i Goldenboy potrebbero entrare nel cuore degli ascoltatori amanti delle sonorità citate qui sopra: costoro non sono da meno, assolutamente. Se solo, con una distribuzione italiana, ci fosse una chance di ascoltarli anche dalle nostre parti...
Questa B-Girl si dimostra a tutti gli effetti una delle etichette-rivelazione degli ultimi anni.

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