Goa Boa Festival 1999 - Genova, 19-20-21-22/07/99
Seconda edizione del festival organizzato da Psyco/Turbenada! nell'area...ehm..."verde" (!) di Campi a Genova. Quattro serate di ottima musica, con tante bands e differenti proposte musicali. Confortante la risposta del pubblico genovese, spesso un poco "chiuso" di fronte a certi suoni... Buona affluenza di pubblico, infatti, anche nel caso dei nomi meno conosciuti. Andiamo con ordine, e cominciamo dalla prima giornata: Lunedì 19 luglio hanno aperto le danze i locali Voyeur (pop-punk dalla grinta adolescenziale, che mi erano già piaciuti come supporto ai Marlene Kuntz al DLF) e i noti Blindosbarra, con la loro mistura soul-funk che propongono con grande passione. Dopo l'esibizione del buon Mario Venuti, che al di là delle fans non ha convinto granchè (eufemismo) con la sua vena pop piuttosto scontata, ma diciamo pure - qua e là - gradevole, ha fatto infine il suo ingresso sul palco l'attesissima Carmen Consoli: voce, al solito, particolare ma meno fastidiosa rispetto agli esordi, sottolineata da un suono molto rock, potente e deciso. Grintosissima e dolcissima al momento giusto, Carmencita è piaciuta un pò a tutti, a parte forse l'ovvio duetto col solito amico-collega Venuti, avvenuto durante il bis, per fortuna risollevato dal caotico e rumoroso finale (non ricordo il brano, comunque bello pesante!).
Seconda giornata all'insegna dell'energia, con Nolider ma soprattutto Punkreas a farla da padroni, seguiti con pogo scatenato da numerosi fans (grande l'affluenza dai centri sociali cittadini). I pezzi veloci e tirati dei Punkreas hanno poi lasciato spazio agli apprezzatissimi Afterhours, che hanno presentato alcuni brani del nuovo lavoro (già seguito da coro il primo singolo Non E' Per Sempre), oltre a riproporre brani già noti e puntualmente canticchiati dal pubblico: ormai una splendida certezza nel panorama del rock "serio" (nel senso di "seriamente rock"!) italiano. Purtroppo "tagliati" i Royalize (membri di Casino Royale + collaboratori esterni) causa tempo tiranno per le proteste nel caso in cui si fosse andati avanti oltre la mezzanotte... Venti minuti scarsi di suoni dancerecci con sfumature drum n'bass eccetera eccetera, un pò ripetitivi ma piacevoli, non sono probabilmente bastati ad un pubblico che, ormai stremato, stava già avviandosi verso le uscite. Peccato.
La terza giornata è stata quella dal maggior successo, peraltro previsto: dopo i Meganoidi e i torinesi Sushi (nuova proposta: technopop con vocina mielosa e flebile tipo Odette dei Soon, ballabili ma non piaciuti a tanti), sono stati gli skatenati Persiana Jones e i più "tranquilli" Africa Unite a trascinare la folla in un ballo collettivo, molto bello anche a vedersi. Bei suoni e positive vibrazioni x tutti!
Quarta serata, la più "difficile", favolosa: gli Opium Beaters (una miscela di drum'n bass e big beat) sono stati penalizzati dallo scarso pubblico iniziale, ma poi una indescrivibile esibizione dei canadesi Godspeed You Black Emperor! ha risollevato le sorti della serata. Nove musicisti (due batterie, due bassi, tre chitarre, viola e violino) enormemente ispirati hanno forse segnato il miglior momento dell'intero festival, creando atmosfere cinematografiche estremamente suggestive e a tratti toccanti. Tra rumore, dissonanze e feedback si facevano strada armonie e sensazioni intense e genuine. Suoni in stile Labradford, con attitudine noise rock... Davvero splendidi (...anche il nome!). L'esibizione dei franco-cubani P18, pur avendo fatto ballare molti grazie a un mix di ritmi sudamericani e digitali, non ci ha detto un granchè. Senz'altro meglio gli acclamatissimi Lamb, una sorta di versione dance/jazz dei Portishead, forse più trascinanti ma dal minor pathos rispetto a questi ultimi. Comunque, una proposta interessante e originale, specialmente per le armonie vocali e gli inserimenti al momento giusto di drum n'bass.
i nolider sono stati fantastici!!!
oggi sono diventati "Johnny", sono
cresciuti e pronti per il successo...
Goa Boa 2003?
Enrico
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