Glam - Mystic Sessions (The Drop, 2002)

Con una copertina dal colore "caldissimo, quasi bruciato", che "richiama fieramente le origini povere dei fratelli Varriano" si presentano al pubblico i Glam, guidati per l'appunto dai baffuti fratelli Enrico e Leandro Varriano, originari di Campobasso. Il disco - che segue un EP ed un'intensa attività dal vivo di supporto anche a nomi quali Mike Peters o i nostrani Marlene Kuntz (ma che c'entrano, dico io?!) - esce per l'etichetta inglese The Drop Records, il cui boss entusiasta ha ritenuto la band "più inglese delle band inglesi". In fase di produzione, si legge sul sito, si è deciso di "esasperare i due lati principali del gruppo: i momenti minimali, quasi acustici e sussurrati, ed invece i momenti esplosivi e violenti, che incredibilmente riescono a convivere nella stessa canzone in modo naturale. Stessa idea per quanto riguarda i testi, assolutamente in inglese: alternare momenti di lirismo intimo, quasi poetico a momenti estremamente semplici, diretti e naif". Sull'inglese niente da dire, sembra stato scelto a ragione ed ha un buon effetto; classicamente rock, invece, e pertanto non sorprendente, la struttura dei pezzi e l'attitudine stessa della band. Si avverte bene, benissimo l'influenza - dichiarata - di Queen e Pink Floyd, ma c'è di più. La canzone che risalta in assoluto è Artificial Paradise, il cui ritornello rimane impresso per forza. Riuscite appaiono pure le iniziali The Red Flower, Simply Sweetness e A Piece Of Life, decisamente hard rock n' roll (Cult/Guns N'Roses, per capirci), con grandi assoli e bella cavalcata finale. Ottima anche la struttura di The Drop (un regalino all'etichetta, ovviamente), senz'altro una delle composizioni migliori, vicina ad ambienti gotici, trascinante. Decisamente più dolce Dew Of The Soul (qualcuno ricorda certi singoloni degli Skid Row?). Il suono, sempre caldo e coinvolgente, riesce a trasportare in quasi tutte le occasioni, e la voce è sicuramente azzeccata, anche se talvolta fin troppo simile ai modelli citati; non mancano atmosfere epiche, riffs grintosi, delicate ballate, pianoforte e cori gospel: di tutto un po', insomma, ma sempre ben gestito.
Nonostante risulti un po' 'fuori tempo', questo lavoro - perfettamente suonato, ottimamente registrato e prodotto (da Massimo Trisotto, già al lavoro con i Libra ed i K) - si lascia senza dubbio apprezzare, e gli appassionati non potranno non trovarvi motivi di soddisfazione.
Dal momento che il CD per ora non dispone di una distribuzione, aggiungo qui di seguito l'indirizzo del sito della band, da cui è possibile eventualmente ordinarlo: www.glamband.com

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