AA.VV. - Estrus Double Dyn-O-Mite Sampler Volume 3 (Estrus, 2002)
Gas Huffer - The Rest Of Us (Estrus, 2002)

L'etichetta americana Estrus Records - con residenza a Bellingham, Wa - rappresenta ormai da un bel po' di anni il massimo (insieme a S.F.T.R.I. e In The Red) in fatto di produzioni oscillanti tra il garage-rock, lo-fi/blues, trash-punk o più semplicemente rock&roll. Il suo patron, Dave Crider, é anche un musicista ed é stato l'anima dei famosi Mono Men ed in seguito di Watts.
La modalità ideale per avvicinarsi alle sonorità estremamente abrasive delle bands Estrus potrebbe essere per un neofita proprio l'Estrus Double Dyn-O-Mite Sampler (Vol.3), una raccolta di ventidue brani tratti dalle più significative recenti incisioni del 2002, da qualcuna del 2000/01, alcuni inediti ed un paio di brani dei Monkeywrench tratti dal loro prossimo album. I brani più freschi sono di The Total Sound Group (D.A.C.), il nuovo gruppo di Tim Kerr, figura chiave nell'evoluzione Estrus degli ultimi anni, che a sorpresa fa del garage molto influenzato dall'english r&b/mod-beat tastieristico dei sessanta; degli energetici ed eclettici Gas Huffer; dei Soledad Brothers, un duo che va a riscoprire il blues del delta; dei nipponici trash-blues Gasoline; degli ex-garage-surfisti Man Or Astroman?, passati da tempo a sonorità più moderniste; dei selvaggi ed arcani Federation X: tutti brani, questi, tratti da albums usciti nei primi mesi del 2002 (in ordine di citazione: The Party Platform, The Rest Of Us, Steal Your Soul, Take It To The People, Beyond The Black Hole, American Folk Horror. Poi, in ordine sparso, brani dai due album Estrus shock dell'anno scorso: The Now Hustle For New Diaboliks dei sadici deraglianti Fatal Flying Guilloteens e The Essential Fucked Up Blues dei sulfurei blues-sodomizzatori The Immortal Lee County Killers; dai due lavori dei potenti trash/punkers Fireballs Of Freedom; e due chicche degli insidiosi power-pop/garagers Cherry Valence.
Se ascoltando le proposte-assaggi decisamente forti di questo sampler eccellente ed altamente offensivo non avvertiste alcuna inquietudine o sollecitazione sensoriale, allora vorrebbe dire che il rock&roll non fa proprio per voi!
Una delle produzioni Estrus di inizio anno più sfiziose é decisamente il sesto album del quartetto dei Gas Huffer, originari di Seattle! A produrli nientemeno che il santone del grunge Jack Endino, ma in The Rest Of Us di grunge non si vede neanche l'ombra: il loro invece é un cocktail altamente infiammabile - e, perché no, 'for fun' - di assalti punk, r&b, rock&roll e pop eseguito con una grinta e convinzione che solo i veterani possiedono; la Estrus ripone molte speranze in loro ed in questo disco, ed anch'io credo che se ben promossi da radio e stampa specializzata potrebbero vendere molto...!
Matt Wright ce la mette davvero tutta, é un vocalist aggressivo e coinvolgente, Tom Price é un essenziale ma efficacissimo chitarrista, al resto pensa la sezione ritmica di Don Blackstone (basso) e Joe Newton (batteria), che come deve essere in questi casi é davvero high-speed...
Basta con le chiacchiere allora e correte ad esaltarvi e saltare con le irresistibili The Rest Of Us, Dig That, Do That, Ink Dries, Babytown... Nelle quali ritroviamo quell'anfetamina che fu dei Jam, dei Damned... Episodi più pop e r&roll Goodbye Crescent, la lenta Berlin To New York, 1937, Ghost In The Lighthouse, I'm so Delighted. Insomma, varietà e divertimento sono assicurati, e di questi tempi non é poco!


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