Gardin - Minor Setbacks (Autoprodotto, 2001)

Dopo i Solbakken, ecco gli amici e connazionali Gardin, promettente trio olandese che ci propone il suo primo lavoro. Dolce, delicato e struggente, colmo di sensibilità ed estremamente malinconico, ma mai depressivo e cupo, Minor Setbacks ha come principale riferimento certamente i Red House Painters (ascoltare i sei minuti della splendida Air); ma altri nomi vengono alla mente ascoltando i nove brani qui contenuti. Suoni morbidi e avvolgenti come quelli percepibili in Forlorn o nella esemplare In Between Dreams ricordano le atmosfere dei Pale Saints; la voce e le cadenze di Away parrebbero appartenere ai Codeine; mentre la (quasi troppo) reiterata dolcezza di Going Down ricorda a tratti i Sophia. I pezzi che ritengo migliori sono però, al solito, i più emozionanti, che in questo caso si trovano in chiusura: Two parte lenta, e una voce recitante profonda conduce ad improvvise esplosioni magistrali, seguite da una coda di chitarre talmente epiche da sembrare - giuro - i Lacuna Coil! Mentre The Everlasting To And From (un titolo che potrebbe stare su Mellon Collie...) è semplicemente un pianoforte che scivola attraverso i luoghi più reconditi dell'anima, con un' intensità e un romanticismo senza pari.
Va detto, a tal proposito, che mentre Michel, Jessica ed Allan si occupano della strumentazione di base, hanno partecipato alla realizzazione del disco anche altri due membri aggiuntivi, che risultano alla fine decisamente fondamentali: il suono del piano e quello della seconda chitarra, infatti, sono nel contesto del lavoro ben più che rifiniture, il primo regalando attimi di commozione e la seconda creando lunghi momenti di liberazione emotiva, in voli liberi ai confini col rock psichedelico.
Continuamente sospeso fra la terra e il cielo, fra l'inizio e la fine di tutto (ripetute contrapposizioni ground, earth, down/air, sky, sun), il senso ed il motivo ispiratore del disco va cercato forse nella dimensione intermedia del sogno (là dove "no one is gone, only lost"), dell'allontanamento naturale dalle cose del mondo, pur sempre con la speranza che sulla terra ci sia da qualche parte "a place where I will fit in perfectly well".
Come si può notare anche i testi, intimi o visionari, ma comunque ispirati e toccanti, sono assolutamente all'altezza del resto, stimolando la lettura, la riflessione ed infine la perdita nei meandri del ricordo e della coscienza.
Un esordio di altissimo livello, morbido e tagliente, praticamente perfetto.

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