Fing Fang Foom - Texture, Structure And The Condition Of Moods (Lovitt, 2002)
Engine Down - S/T EP (Day After, 2001)

Necessita di un po' di ascolti, ma non lascia più lo stereo dopo una settimana di assimilazione. Il debutto dei georgiani Fing Fang Foom (urgh...che nome...) è uno dei prodotti migliori in ambito math-emo da Frame And Canvas in poi. E quello dei Braid è il primo nome che viene in mente quando si cerca di trovare un termine di paragone. Ma, proprio quando cominci a pensare "mmmh...la solita roba derivativa...", ecco che i tre ti stupiscono con un rallentamento, poi un giro assurdo di basso (non mi sporco la bocca parlando di prog), una coda di pianoforte e qualche figura di batteria che qualsiasi batterista vorrebbe essere in grado di fare. Bello, molto, soprattutto per chi apprezza una buona dose di tecnica e di originalità.
Quattro pezzi: pochi, ma perfetti. To Bury Within The Sound è stata una delle più belle sorprese dell'anno passato, ma questo EP raggiunge la perfezione. Anch'esso prodotto da sua maestà J.Robbins (ma quanto mi piace tutto quello che fa?), colpisce dritto al cuore. Indie-rock, fortemente influenzato dalla scuola washingtoniana, con echi di Sunny Day Real Estate (ma mai noiosi come loro) e di Kerosene 454 (soprattutto nei suoni delle chitarre). In On The Kill è uno di quei pezzi che ti restano in testa dal primo ascolto, pur non essendo prettamente 'pop', così come la ballata Your Suit e Retone, versione remix di Two Tone, presente nell'album, registrata in camera da letto di Kelley Davis. Una delle uscite fondamentali del 2001, soprattutto per chi segue il genere.


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