The Feud - Language Is Technology (Insidious Plot Audio, 2002)
The Dao Son For - S/T (Country Club, 2002)

The Feud sono al secondo disco: il loro esordio del '99 The Feud Versus The Universe aveva bene impressionato la platea del post rock. Io quel disco (ormai sold out e di prossima ristampa) non l'ho sentito, ma a giudicare da questo Language Is Technology non doveva essere poi così male: gli strumentali di questa band sono ariosi, dilatati e avvincenti come le migliori uscite del catalogo Temporary Residence, infatti anche qui il vecchio (prog) ed il nuovo (post) si incontrano per dare vita a qualcosa che vale veramente la pena ascoltare. Lo strumento principe è la chitarra, che tra arpeggi incalzanti e schitarrate seventies non fa mai calare il tasso di emozione del disco; certo è anche un disco fortemente "progressivo", soprattutto nell'uso dei fiati qua e là, ma nulla di tanto retrò da fare storcere il naso: niente dinosauri qui, "solo" una cinquantina di minuti di pura energia. Tensione sempre alta e melodie intriganti, se siete appassionati del genere resterà nello stereo per parecchio.
L'esordio di The Dao Son For si regge su due tipi differenti di brani: infatti nel disco (interamente dedicato agli animali da casa, loro dicono di suonare "pet rock") si alternano brani tipicamente indierock, di quello pigro e svogliato, con voci stonate, chitarre e tastierine frivole, a brani strumentali tra accenni di prog e atmosfere surf-morriconiane. Il tutto collide poi a metà disco in Silent Weapons For Quiet Wars, dove tutti gli elementi vengono mescolati in una improbabile mini suite... E poi si ricomincia con la dualità fino alla finale Tent Living, dove clonano tutto il possibile del rock anni settanta, con echi praticamente di chiunque. Nel complesso carino, ma non molto di più.


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