Giovanni Lindo Ferretti: Voci di Vocabolario, Festivaletteratura di Mantova, 05/09/03
Il Festivaletteratura è probabilmente l'evento culturale più importante che si svolge a Mantova, dove arrivano scrittori e non solo a parlare delle proprie opere. Ferretti è ospite di una serie di incontri curati da Silvio Perrella, autore di diversi saggi su Calvino, incentrati sul rapporto scrittore-vocabolario.
In realtà si finirà per parlare di tutt'altro: in particolare della scelta di fare il cantante a tempo pieno...e sinceramente la paura che si potesse rivelare un'occasione per parlare di Mongolia, Serbia e Don Dossetti era forte, ma alla fine l'incontro si è rivelato piacevole, anche perché nonostante tutto l'uomo-Ferretti è sempre ricco di fascino. Il passato non si dimentica, e anche se ultimamente è diventato un idolo di quelli che una volta si chiamavano radical-chic, le sue profezie 'apocalittiche' conservano intatte la loro forza.
L'esordio è al tempo stesso da brivido e pericoloso: alla prima domanda risponde cantando una strofa da una nuova canzone (miglior modo per ingraziarsi i presenti non c'era...), ma poi, quando afferma che il punk è stato l'ultimo movimento artistico d'avanguardia del secolo scorso, rimette le cose a posto. Ed è a quella libertà di espressione che fa risalire la sua voglia di mettersi a cantare, nonostante la convinzione di non possedere una grande vocalità. È altrettanto spiazzante quando afferma di aver comprato, durante la sua vita, venti dischi e centinaia di libri; cosa che in verità si vede nei suoi testi, perché denunciano influenze letterarie neanche troppo velate: il futurismo nei C.C.C.P.? Al contrario, nei C.S.I. le canzoni nascono come osservazione di ciò che lo circonda; costituiscono una parte di sé e al tempo stesso una terapia.
Inevitabili arrivano le domande su Fenoglio e sui suoi autori preferiti, che ci fanno scoprire un Altri Libertini di Tondelli letto tutto d'un fiato su una panchina dopo averlo appena acquistato, oppure l'adorazione per la Yourcenar.
Qualcuno chiede perché C.C.C.P. e C.S.I. siano finiti; semplice la risposta: "Quei gruppi rappresentano tappe che coincidono con quelle della mia vita, e hanno avuto una fine perché tutto ciò che ci circonda nasce e muore, anche se sono cose, e le cose sono meno di uomini e animali".
Le domande proseguono, a volte banali, ma Ferretti risponde cortesemente a tutti sempre in modo misurato, facendo volgere al termine l'incontro. Quando mi avvicino per farmi autografare Affinità/Divergenze forse è sorpreso, infatti mi guarda ed esclama: "Il mio primo disco!". A pensarci bene non è vero, ma fa lo stesso.

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