AA.VV. - You Can Never Go Fast Enough (Plain/Goodfellas, 2003)
Questo disco è ispirato a Two-Lane Blacktop di Monte Hellman, film uscito in Italia con il nome Strada A Doppia Corsia: dato che non esisteva una vera e propria colonna sonora, l'idea è quella di crearne una a posteriori per questo roadmovie decadente che alcuni definiscono più incisivo addirittura di Easy Rider. Io purtroppo non sono riuscito a procurarmi il film, dove sono protagonisti l'immenso Warren Oates (uno dei miei attori preferiti, proveniente dalla ciurmaglia di Peckinpah), ma anche Dennis Willson (batterista dei Beach Boys) e il cantautore James Taylor: in un certo senso il legame con la musica c'era già nel cast...
L'atmosfera del disco è quella di un viaggio nel cuore d'America sotto l'effetto però di dilatazioni lisergiche: un viaggio dentro al viaggio insomma. L'inizio è un fulminante esempio di questo combo: allo strumentale country di Sandy Bull risponde l'inedita coppia Will Oldham - Alan Licht con un pezzone da otto minuti veramente azzeccato, che attacca come un brano del primo, ma passa dopo poco ad una suite acustica con sopra un parlato interminabile ed un coro in sottofondo; una autentica esperienza. Il disco prosegue così per più di settanta minuti senza un calo neanche minimo, le accoppiate miracolose si susseguono una dopo l'altra, mettendo assieme coppie improbabili e riuscitissime: lo strumentale commovente (miglior pezzo del disco, veramente suonato con l'anima) di Alvarius B. e un brano dei migliori Calexico, quelli più cupi e d'atmosfera; in gran lustro anche Wilco, Giant Sand, e Sonic Youth (quasi una versione allungata di Candle, era un po' che non li sentivo così in forma) accostati a Steffen Basho-Junghans, Leadbelly e Roscoe Holcomb; non crediate che i nomi non blasonati siano da meno di questi poeti della sei corde acustica, che con i loro brani sono realmente capaci di rappresentare l'identità dell'America rurale. Si chiude con Cat Power e la sua splendida versione di (I Can't Get No) Satisfaction e poi nella dozzina di minuti finali Roy Montgomery riesce a stravolgere delle sonorità quasi anni '80 trasformandole in uno dei suoi formidabili mantra.
Una gran bella esperienza questo disco, aspettando di riuscire a vedere il film...
     

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