Fantomas - Torino, 27/06/01

Il concerto dei Fantomas ha devastato con precisione svizzera le orecchie dei presenti.
Non è possibile suonare in quel modo ed improvvisare.
Ogni momento, ogni suono è esattamente collocato e la furia controllata di Lombardo non può che stupire ogni volta. Da parte loro Buzzo e Dunn sono session men perfetti, quasi jazzisti composti ed ordinati. Per tutti pensa poi Patton ad attirare gli sguardi mentre salta da un effetto, da un microfono all'altro, e sempre comunque con consumata professionalità.
I tempi dei Faith No More sono molto lontani.
Si attacca con The Godfather da The Director's Cut. Il disco intero è stupendo, uscito ad Agosto, ripercorre le più grandi colonne sonore mai scritte; queste, completamente stravolte, dimostrano tutta la loro efficacia, potenza e fascino. E proprio la prima canzone dell'album è il miglior biglietto da visita per la perfetta fusione di atmosfere soffuse e massacro sonoro.
Una lunga suite ripercorre poi tutto l'album d'esordio con un violento melange delle pagine più significative (tutto il disco è un omaggio al fumetto italiano - trenta "pagine", ognuna composta di più "frames", ricreano le nere atmosfere di Satanik, Kriminal, il primo Diabolik). Su tutte la Page 3, 4 3 25, Yamatsuka Eye e la chitarra di Bill Frisell in mente, ma gli intenti sono diversi.
Tutto il mio apprezzamento poi ad entrambi i brani di Henry Mancini (Charade ed Experiment In Terror), i pezzi migliori di Director's Cut insieme a Cape Fear e a Investigation Of A Citizen Above Suspicion, che i Fantomas ripropongono con puntualità maniacale. Proprio questo stupisce del live: nessuna sbavatura, nessuna incertezza in una musica rumorosa, violenta e impastata di effetti; peraltro l'effetto finale non è di freddo distacco perché le arie dei film subentrano e richiamano atmosfere dense e calorose.
Immancabile e ovviamente apprezzato dal pubblico il famigerato Slayer-medley (Altar Of Sacrifice, Raining Blood e Jesus Saves) con consueto siparietto tra Patton e il malcapitato "merdallaro" (Patton - testuale) di turno che invoca tutto il repertorio di Slayer e cattivi metallici assortiti.
Chiude in bellezza - e che bellezza - Rosemary's Baby.
Alessandro Pozzo

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