Ex-Otago - The Chestnuts Time (Vurt, 2003)

Da Genova con furore. I miei giovani concittadini Ex-Otago, già autori di un buon CDR autoprodotto, sfornano il disco d'esordio, ed è un piccolo miracolo. Ma chi sono e cosa fanno gli Ex-Otago? Sono gli unici esemplari che conosco di emo-trash rockers. Il suono ed i principali riferimenti sono emocore (chitarra acustica, liriche disperate, malinconia diffusa), ma sono immersi in una ambientazione anni '80, cantati in un inglese maccheronico assurdo e suonati con una strumentazione variopinta che vede in primo piano una gloriosa tastierina Casio. Il risultato è un'incredibile miscela di emotività e di divertimento che vi stupirà. Al primo ascolto. Perchè al secondo starete già fischiettando la melodia trainante di Coffee Flavour, ed al terzo vi ritroverete a cantare a memoria Ford Capri's Foglights...e qui magari vi potreste stupire se ci scappasse persino la lacrimuccia! Ve l'assicuro, non c'è da stupirsi. Tante altre sono le perle melodiche apparentemente piombate per caso tra samples, fruscii e varie altre facezie: la meravigliosa cover di Save A Prayer dei Duran Duran, ad esempio. Un tuffo nel cuore di molti di noi. Oppure l'appuntamento con un treno senza meta raccontato in Seven AM, o le spiagge deserte di After August, September, ormai un classico - quasi un inno - per chi abbia assistito ad una delle loro scatenate performances dal vivo.
La domanda che ci si può porre in conclusione è: ma ci sono o ci fanno? Non conoscendo la risposta, risponderò con un'altra domanda: esiste qualcun altro capace di essere sinceramente emo e nel contempo di farci su dell'autoironia? Se sì, avvertitemi.

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