Eva Kant - Stand Up And Kiss (Up Tones, 2002)
Bignami. Ho sempre voluto usarne a scuola ma mi sgamavano sempre. Si vede che oltre alle droghe leggere in Svizzera, da dove questi Eva Kant ci arrivano, sono legali. Questo disco, diciamolo subito, è quanto di meglio sia arrivato nel panorama del quasi mainstream italiano (perchè saranno pure svizzeri ma è a quel posto al sole che stanno mirando i cuginetti...) dai tempi di Catartica dei Marlene Kuntz. Come nell'esordio dei cuneensi, così anche per loro le sonorità ricalcano quelle delle trame più pop dei Sonic Youth, quelli diciamo di Washing Machine in questo particolare caso. Doppie voci registrate dalla bassista, una alta e melodica e una bassa e parlata. Qui e là qualche cantilena, qui e là qualche momento molto sonico. Ma mai avevo sentito citare così bene i padrini newyorchesi senza strafare e senza copiare. Semplicemente prendono quanto di meglio dal loro linguaggio e lo trasfigurano in una loro versione. Interessante, educata e ben suonata, sicuramente ben registrata. Un disco assolutamente professionale. Un gruppo assolutamente da seguire. Quanto meno per vedere dove andranno a parare nei prossimi anni. Quali derive li aspettano e dove le correnti li porteranno. Un gran bel caratterino già ce l'hanno. |