Ester Drang - Infinite Keys (Jade Tree, 2003)
Flashlight Brown - All That Glitters Is Mold EP (Double A Records, 2002)

Non sta a me giudicare se sia un male o un bene, ma dobbiamo accettare il fatto che il pop mainstream dei Radiohead e dei Coldplay abbia influenzato tante, troppe band della scena indipendente. A volte, però - e solo in parte è il caso degli Ester Drang dall'Oklahoma - capita di trovare delle buone idee. Poche, però, troppo poche per poterli apprezzare pienamente: la voce è un ripoff di Thom Yorke (trovo insopportabile l'originale, figuriamoci un'imitazione), i pezzi sono talmente arrangiati da risultare 'barocchi', e le (troppe) tastiere che suonano quasi 'di plastica'. E' un peccato, perché in più punti vengono pure in mente Appleseed Cast o (mi perdonino) Slowdive e shoegazer vario. "Infinite Bore", più che altro.
Flashlight Brown: leggo dal press release che questi quattro ragazzotti americani hanno fatto da spalla ai Sum41: perdonatemi l'eufemismo, ma sticazzi. A parte questo, pare che sia in uscita un album su Hollywood Records e, perdonatemi ancora, sticazzi. I tre pezzi qui presenti di pop-punk leccato e ultraprodotto, come va di moda adesso, entrano da un orecchio ed escono dall'altro. Sette minuti, il giusto tempo di sedersi sulla tazza del cesso e leggere la pagina sportiva. In silenzio.


aggiungi il tuo parere