|
Errol La Errol Records (www.errolrecords.com) si pone sul mercato inglese, e su quello internazionale, come la più classica delle etichette inglesi. Si parte da un suono nuovo e ben definito portato avanti da gruppi locali e ci si ritrova a collaborare con realtà sempre maggiori e vicine ai propri gusti. Analizzando le uscite ad una ad una ci si rende conto di come il progetto e i gusti dei responsabili vadano di pari passo. In questo caso il responsabile è uno solo, Adrian, da Portishead Bristol, e con la scena elettronica locale ha poco a che fare. Le scelte portate avanti negli ultimi anni hanno dimostrato una predilezione per le sonorità elettriche, lente e postrock o tirate e matematiche. Anche la scelta di distribuire in Inghilterra lo split Sweep The Leg Johnny / Rumah Sakit testimonia questa filosofia. Il vero punto di svolta è, come spesso accade, la pubblicazione della compilation, così ricca e così interessante. L'ultimo punto a suo favore Adrian lo vince con la qualità dell'oggetto pubblicato. Tutte le copertine dei vinili hanno spesso design non classici e le scelte, monetariamente importanti, di stampare gli ultimi vinili sui Super Heavy da oltre 200gr non fanno che dimostrare l'amore per la qualità di queste uscite. In Italia potete trovare le uscite Errol in ditribuzione da LoveBoat. Oceansize - Saturday Morning Breakfast Show 7" (Errol, 2000) ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Tracer AMC - Pelican 7" (Errol, 2001) ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Disoma / Escanna 7" (Errol, 2001) ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]()
Gli Oceansize sono un gran bel gruppo. Non è difficile immaginarli dal vivo mentre costruiscono le loro dinamiche architetture sonore con layer su layer di suoni, cori, ritmiche e, scusate la ripetizione, DINAMICHE. Ascoltando il loro sette pollici di esordio non è difficile immaginarli tesi nello sforzo di rendere l'intensità che sicuramente sfoggiano dal vivo in questa registrazione. Il vinile blu trasparente, intonato al loro nome, è pieno di rimandi a certo postrock più intensamente legato alle derive di gruppi quali Godspeed You Black Emperor! o alle tentazioni cantautorali dei nostri Giardini Di Mirò. Il cantato è più legato all'indie inglese anni '90. Possiamo tranquillamente inserirli come punto di contatto tra il post rock e lo shoegaze. Bravi.Tracer AMC: lenti, pacati, intensi. Si autodefiniscono nu-gazers. E in effetti appartengono a quella nuova ondata di giovanotti indisponenti che preferiscono guardarsi la punta delle scarpe mentre suonano piuttosto che le ragazzine adoranti in prima fila. "La vendetta degli introversi" titolava una rivista qualche secolo fa. In questo sette pollici stanno raffinatezze crepuscolari alla Mogwai tanto quanto giochetti tipici di certo indie americano quali American Analog Set, ma fatto solo con le chitarre, o i Tristeza. Consigliatissimo. Un sette pollici veramente figo per le vostre sonorizzazioni ricche di pathos. Tra l'altro la prima traccia dura otto minuti in cui potrete dedicarvi interamente al/la vostro/a partner prima di dover cambiare lato. Utili. L'angolarità e il tiro di certo suono americano, di Washington per la precisione, che prende spunto dal postpunk inglese di Gang Of Four e Wire, è la base di partenza per una nuova scena inglese. Un ritorno a casa di certi riff quadrati. La prima band qui rappresentata, i Disoma, ne sono la esemplificazione perfetta. Crudi, ruvidi, precisi, concisi. Sul lato B gli Escanna si muovono in un territorio più affine a certi Unwound, rallentati, distorti e parlati/urlati. L'incedere quasi marziale del primo brano, Idiot Proof, mi ha portato alla mente anche certi stralci di un altro gruppo inglese, gli Stanton. Immagino che queste due band siano solo la punta di un iceberg che, affilandosi col passare del tempo, darà presto certamente i suoi frutti migliori. Rumah Sakit - Live (Errol, 2002) ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() AA.VV. - Errol's Brood (Errol, 2002) ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]()
Di certi gruppi ci si chiede sempre: "Ma dal vivo come saranno? Quali stratagemmi metteranno in pratica per rendere certi trucchetti?" Lo si diceva per i compianti Don Caballero. Lo si diceva per i Paul Newman. Lo si dice per i Rumah Sakit. Attivi ormai da alcuni anni, mettono qui tutte le loro capacità a nudo, in una registrazione completamente dal vivo. Anche se già si bullavano anche nei loro dischi che le registrazioni fossero in presa diretta. Tecnicamente la band è di una spanna sopra molte altre. Così come nella capacità di costruire ambienti sonori dagli improbabili titoli senza una frase di testo. Eccellenti è la miglior definizione. La necessità di un disco come questo è quella di avere uno sprone e un riferimento nella propria musica. Qui non ci sono segni di sbavature, di errori o di imprecisioni. L'amore per la musica li ha portati dove sono. La registrazione è stata fatta il 4 Luglio 2000 al Bottom Of The Hill di San Francisco, in una serata con Don Caballero e The Swords. Il suono è ottimo e assai fedele. Un disco stampato in vinile Super Heavy a 220gr. Da avere.Con un parterre de roi di cotal lignaggio - Hollowphonic, Diefenbach, Grover, The Bogart Surprise, Giardini Di Mirò, Disoma, Lemko Hall e Cerberus Shoal - è difficile immaginare una maniera migliore di definire le coordinate del post rock mondiale. Sono rappresentati tutti: da Canada e Stati Uniti alle lande nordiche di Svezia e Danimarca, dall'Inghilterra alla nostra Italia. In due vinili da 10" e in una straordinaria confezione troviamo le sonorità che tanto piacciono a noi giovani introversi, scuri e incazzosi. Niente tristezza, solo quel senso di malessere nostalgico di un qualcosa che non siamo e mai saremo. Post-shoegaze lo definirei. Questa è gente cresciuta a pane e My Bloody Valentine, ci metterei la mano sul fuoco. Se ancora non vi siete dati per vinti al punk-funk o funk-punk che dir si voglia e, soprattutto, non avete ancora messo in cantina il giradischi, beh, datevi da fare. Recuperate questa compilation capolavoro al più presto. Jet Johnson - Tula (Errol, 2002) ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Reynolds - Love Songs (Errol, 2002) ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]()
Ennesimo side project di Gavin dei Billy Mahonie. Dopo aver stravolto suono e formazione della band principale arrivando a lambire certo stoner/spacerock con l'ultimo lavoro, specie dal vivo, qui si diletta un po' alla Secret Stars con dei lirici e molto melodici arpeggi di chitarra, morbidi e soffusi. Gli intrecci sono molto interessanti anche se le storie e le immagini dei panorami nordici che vorrebbe richiamare non sono così immediati. Nella lineup anche Ian degli Econoline e Hywell, fu Billy Mahonie. Insieme a loro c'è Caroline, compagna di Gavin. In questo caso il suono è un po' sotto, un po' poco incisivo, il rammarico maggiore è per il troppo poco cantato a due voci che rende i brani degni di nota. Attendiamo con ansia il nuovo capitolo di questa band - non band, in programma per l'autunno.Nel 2003 non è facile fare musica strumentale. Se non hai più effetto sorpresa finisci nelle risacche degli ultimi due dischi dei Mogwai; se pompi un filo troppo sei nel mare magnus del post punk, e poi cerca di dimostrare che il cerchio non si è chiuso con te, che non copi pedissequamente i gruppi che avevano ispirato generazioni di tuoi idoli; se sei vagamente epico subito il paragone con gli impegnati Godspeed You! Black Emperor salta fuori. E anche se tu ci metti tutta la tua onestà intellettuale la fine degli anni novanta ha messo una pietra sopra la tua voglia di emozioni senza canzoni. Tutti si sono rilanciati sul pop e sul ballabile, vedi punk-funk e i.d.m. varia... Eppure i Reynolds hanno ancora qualcosa da dire. Incredibili. Pacati e tesi. Ben registrati. Giocosi (vedasi la canzone Reynolds Bloody Reynolds) ma seri. Sembra di sentire ancora gli echi degli splendidi I Am Spartacus. I cinquanta minuti di canzoni d'amore rimangono. Narrano. Disegnano. E ci fanno capire quanto ancora il vero underground inglese abbia da regalarci. La perdita del cantante Matt Tagney non porta a ripensamenti o a problematiche, il passo compiuto da Field Recordings ad oggi è imponente. Tra gli ospiti figurano Tianna Kennedy degli I Am Spartacus, ma guarda un po'..., Steve Sostak degli Sweep The Leg Johnny e Jo Woodnutt dei Seachange. Il conto torna.
|