Elle - People Are Dancing In The A.M. (Urtovox/Audioglobe, 2003)

Dopo la vittoria ad Arezzo Wave nell'estate del 1998 e l'esordio Bruciamo Ciò Che Resta, uscito nel 2001, i veneti Elle proseguono nella loro personale ricerca musicale nonostante l'uscita di scena del cantante Marco Iacampo (ora nel progetto Goodmorningboy, sempre su Urtovox). Il nuovo CD è interamente cantato in inglese - segno di una voglia della band di uscire dagli angusti confini nazionali - mentre il sound è avvolto da riverberi psichedelici e spaziali. Il comunicato stampa parla di "pop venusiano" e di "asteroidi in perfetto equilibrio spazio temporale che si conficcheranno nella corteccia neuronale di chi ascolta provocando estasi organolettiche per l'orecchio e la mente". Sarà vero. Io comunque l'aggettivo "organolettico" lo associo a un pacchetto di patatine, perciò - come disse Woody Allen in Io E Annie - "decido di starmene sul pianeta Terra". E da queste parti (nelle colline tosco-emiliane) pare che il disco sia stato registrato. Proprio qui la band si è avvalsa di arrangiamenti veramente molto professionali, frutto di un lavoro certosino e paziente. Il risultato è complessivamente apprezzabile, soprattutto per il panorama italiano. Forse una soluzione un po' meno artefatta e sofisticata avrebbe contribuito a dare al lavoro più spessore e tenuta (aggettivi, questi, che fanno tanto "schiuma per capelli"), ma si tratta di errori non gravi che si possono scorgere nel dosaggio di uno stile sempre (e forse troppo) consapevole dei propri mezzi. L'inizio della solare People Are Coming In The A.M. ci inquadra un po’ l’atmosfera che si respira nell'album: cantato quasi sempre filtrato, momenti di pura estasi space pop (la robotica "chiccheria" di Resample Rew o gli echi galattici di John, The Hammer), suoni di chitarre alienate, voci sovvertite da samples e Korg (The Rock, Geezer), ed infine inserti di elettronica che vive e respira (Everyday e la bella Lullaby che ha un sapore molto Bedhead). Alcune cose suonano un po' leziose (Kiss Me), ma la band sa il fatto suo: ammalia e strega con quadretti lisergici e tranquilli. I momenti più alti e riusciti di questo stile si possono riassumere nella bellissima My Courtesy (Have A Nice Day), ideale e improbabile punto di incontro tra Radiohead e Air. Le influenze comunque, pur presenti, non sono mai troppo sfacciate; si fa fatica a scovarle immediatamente, sintomo di una apprezzabile personalità. Se vi piacciono i Mercury Rev, però...

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