Elettrojoyce - Illumina (Epic, 2000)
"E gli uomini vollero piuttosto le tenebre che la luce" (S. Giovanni, dall'epigrafe de "La Ginestra" di G. Leopardi).
I romani Elettrojoyce sfornano il loro terzo lavoro, come sempre di grande forza suggestiva, basato su un rock d'autore poetico, intenso, ispirato, che continua ad essere personale, lirico, a tratti addirittura visionario, senza smettere di stupire ed emozionare. Immaginate un inedito Ivano Fossati (Filippo Gatti) alle prese con poesie dei Massimo Volume, ed otterrete qualcosa di simile agli Elettrojoyce, qui forse meno rock rispetto ai dischi precedenti, ed invece più vari, estroversi e creativi, anche grazie all'utilizzo contemporaneo della strumentazione 'vintage' e del computer. Tante, tantissime sono le idee qui contenute e gli spunti di riflessione da esse suggeriti: si può evidenziare un percorso che parte dal ricordo (di un amore?), da un passato che si vuole abbandonare ("impara a scordare"..."per dimenticare"), e arriva - attraverso l'esperienza del viaggio, di un necessario cambiamento ("voglio nascere ancora/voglio viaggiare ancora" - Raga) - al futuro, rappresentato dalla luce. Illumina, dunque: un vero e proprio invito, pieno di speranza, a cercare la verità, a capire e a capirsi (scusate il marzullismo), poichè "la paura trionfa sulle menti poco allenate" (L'Evoluzione Dei Pesci); ma siccome "la ragione è piccola, l'immaginazione è grande" (Leopardi), è quest'ultima che dobbiamo utilizzare. Cambiare, muoversi, andare lontano (guidando per ore, anche solo col pensiero, come in K), superare e vincere il "lucido tempo programmatore", evolversi insomma, per non restare con una "visione del mondo" che "viene dal reparto surgelati" (Frozen W.): la volontà c'è ("devo cercare in controluce" - Samsara), ma c'è pure la consapevolezza che difficile è "trovare la strada", mentre "è facile perdersi e sparire" (Nebula).
Il fondamentale pessimismo di base nasconde una volontà di fare, di migliorare, una speranza di solidarietà: i versi "uno per uno/corda alla mano/dove non si passa passiamo" ricordano tanto l'unione degli uomini in "social catena" immaginata dal Leopardi...
Il brano migliore del disco è forse anche quello meglio riuscito in assoluto della band: il trascinante, già citato singolo L'Evoluzione Dei Pesci, semplice eppure bellissimo, dal refrain intenso e coinvolgente. Convincono, regalando altri brividi, anche Atman e l'iniziale Raga, nonchè l'evocativa Gynestra; ma da notare sono pure la preziosa ballata denominata K (dagli aromi mediterranei, tipo Flor De Mal), ed In Lumina, musica cantautorale il cui dolce refrain potrebbe appartenere addirittura a Branduardi! Non posso far altro che consigliarvi un lavoro affascinante, ricco e riuscito come questo, che ascolto e riascolto senza sosta: imparate a guardare la luce con l'aiuto degli Elettrojoyce.
     

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