Livida
Niente. Nulla. Vuoto. Certe persone credono che i sacchi crescano sugli alberi. Ma come è possibile che la gente mandi CD promozionali a destra e a sinistra senza chiedersi almeno in quali mani possano andare a finire??? E' veramente inammissibile (come canta in Questione Di Tempo il cantante dei Livida) che ci siano persone che ancora credano che certo grunge misto rock italiano possa avere un futuro. Ma soprattutto è inammissibile che non si controlli che cosa una etichetta o una fanzine combini prima di mandar loro il proprio demo. Questo disco è quanto di più lontano ci sia da quello che mi piace o che io possa anche solo lontanamente trattar bene. E la gente decide di mandarcelo lo stesso. E' innegabile che, senza infamia e senza lode, il CD sia anche ben suonato, con qualche dubbio sulla produzione... Ma io lo trovo inascoltabile. Veramente. Sarò intollerante, che volete che vi dica. Ma questa è fuffa postgrungettona che probabilmente vede nei Nickelback gli ultimi salvatori del Rock... Ragazzi, io vi auguro tutto il bene, che probabilmente vi arriverà in maniera decisamente più fruttuosa che a me, ma questa per me non è musica. Mi spiace. La prossima volta che cercate delle buone parole per un demo come questo provate tipo Rocksound... Per informazioni e contatti: info@livida.net. Jade Buio Omega Marla - Il Rimpianto
Hmmm. Questo dei Jade è un gran bel demo. Come manifattura sonora, come taglio dei suoni, come gusto dei tipi che hanno scritto i pezzi. Ma non è eccessivamente difficile immaginarmeli tra un annetto dopo un restyling su qualche major... I nuovi Dhamm? L'idea è abbastanza quella... Accattivante pop a tratti orchestrale a tratti artsy... Loro citano il giovane Buckley e Radiohead, io citerei tracce di Queen e influenze (in certe melodie) quasi celtiche...comunque etniche. Bel lavoro davvero, peccato sia quanto di più lontano dal mio ambito io abbia ricevuto recentemente. I migliori auguri e complimenti per un lavoro decisamente sopra la media. Due stellette solo perchè a me non piace il genere, su Rockstar o simili avrebbe preso 4 stellette. Per informazioni e contatti: Jade, info@jademusic.net. Clacsoncaos - Astrolabio
Clacsoncaos è il progetto di Claudio Spinosa da Sulmona, che scrive, canta e suona con pochi aiuti esterni (una chitarra aggiuntiva, drum programming). Il suo è un suono minimale, povero, scarno, a tratti spigoloso, ma capace anche di risultare morbido e suadente in altri momenti: se lasciato scorrere libero, infatti, il disco riesce a creare un'atmosfera particolare; avvicinandosi troppo ai singoli pezzi, invece, può facilmente risultare noioso e ripetitivo. Estatico è senz'altro il brano più rappresentativo: il piede tiene volentieri il tempo, ed il ritmo è seguito da un bel gioco di parole e suoni ottimamente accostati. Tranquilla e piacevole, la strumentale Astrolabio è la traccia più lunga ma, curiosamente, anche la meno stancante. Sicuramente più menosi i restanti brani - primo fra tutti Fantomatica (Summer Song), rovinata da una voce resa apposta orripilante -, che vedono ripetersi simili giri di chitarra, alla lunga quasi insopportabili. Per informazioni e contatti: adrlatta@tin.it, Claudio 349/3925211. Batteri Acrobatici - Superskazzo
CD di soli due brani per questi cinque giovanissimi neopunk dell'ultim'ora (annate 1981-86!), con poca storia ovviamente alle spalle (un po' di concerti attorno a Milano), giunti finalmente al loro primo demo. Appaiono comprensibili e facilmente giustificabili sia l'inglese un poco stentato, sia la banalità che aleggia sul lavoro; l'energia comunque non manca e con una maggiore esperienza potrebbero far bene. Per ora li vedo ancora eccessivamente legati a quei "fuck the world/fuck the system" che idealmente certo non disprezzo, ma che sanno di rozzo scimmiottamento e di approssimazione. I pezzi sono semplici, diretti, e tutto sommato - per chi apprezza il genere - carini, specie quello da cui prende il nome il demo, mentre Fuck The System è forse troppo facilmente riconducibile ai Green Day (a parte il titolo, che su MTV non glielo passerebbero mai...). Per informazioni e contatti: Michele, tel 340/4923418. Eloise - Mathias Rust
Riscopriamo i torinesi Eloise grazie ad un nuovo CD autoprodotto, dopo il buon Giorni di due anni fa. Ci vengono proposti cinque brani che ben rappresentano il suono e l'essenza stessa della band, risultato di una mescolanza di influenze vecchie e nuove, italiane ed internazionali, rielaborate in maniera da rendere comunque il gruppo personale e riconoscibile. Per informazioni e contatti: dirty.harry@tiscalinet.it. Emoglobe
Gli Emoglobe non sono un nome nuovo: già conosciuti qualche anno fa grazie ad un buon demotape, tornano adesso con una rinnovata line-up e tre nuovi pezzi, registrati e curati alla perfezione, che non si allontanano molto - a dire la verità - da quello che già avevamo ascoltato. Si avverte sempre fortemente la dipendenza dal "modello americano" post-grunge, che li fa rassomigliare ora agli Stone Temple Pilots (Orange), ora ai Bush (Detuner). Per questo appare forse più interessante la lunga e quieta ballata denominata Northpole, che si discosta dalle similitudini con i soliti nomi, per andare a finire in un campo decisamente più pop, abbastanza vicino a certi U2. Ottima è sempre la voce, mentre le liriche appaiono un poco limitate e meriterebbero pertanto maggiore attenzione. Per informazioni e contatti: emoglobe@emoglobe.com. mama.in.inca
Niente di più e niente di meno che del buon pop-rock italiano è quel che ci viene presentato nel CD autoprodotto d'esordio di questo trio veneto. Senza spunti particolari, certo, ma almeno ben suonato e ben cantato, evitando atteggiamenti strani di qualsiasi tipo e dimostrando invece naturalmente parecchia sicurezza. I riferimenti musicali sono comunque ben evidenti: dei quattro brani proposti Viola E Nero è il più nirvaniano, tirato e grintoso, dal suono un po' più pesante; ma sono buone canzoni anche Coronami, in cui i nostri assomigliano ai Verdena, e Quasi Cristallo, riuscita seppur bisognosa forse di maggiore 'corposità' (nonostante la chitarra sembri rubata ai Placebo); completa la fotografia della band la parentesi romanticheggiante di Aprile, ballata leggera impreziosita dal dolce accompagnamento di un pianoforte, che potrebbe fare sfracelli tra le ragazzine... ("non so trattenermi/dalla voglia di/farmi stringere/forte ancora fra le tue braccia"). Unica grossa pecca sono appunto le liriche, lamentose al limite dell'accettazione a Sanremo: fra "ricordi impossibili", lacrime e nostalgie, il solo tema trattato sembrerebbe essere l'amore nelle sue mille solite salse... Per informazioni e contatti: mama.in.inca@libero.it, Marco tel 348/7304931. Navicargo - Fra Musica E Immagini
I quattro brani contenuti nel primo demoCD dei Navicargo, da Reggio Calabria, fanno subito pensare a qualcosa di un poco antiquato, ad un rock italico semplice e semplicistico per il quale è normale descrivere le cose più grandi usando parole piccole e inadeguate. Volendo rendere queste impressioni con un nome verrebbe presto in mente quello degli Stadio, di quelli giovani, beninteso, dei tempi d'oro... Il suono è però piacevolmente ruvido, abbastanza da stare al passo con i tempi, e riesce a nascondere almeno parzialmente la banalità dei testi. Lasciando da parte il pericolosissimo tentativo di sintesi filosofica mostrato dall'iniziale Vivere ("vivere è solo un gioco di follia che sembra finire, ma poi..."), infondono speranze l'ironia (si spera) di Col Mondo In Una Mano - l'amore con la donna ideale si rivela un sogno erotico... - e soprattutto la ballad Ci Sarai, forse la canzone emotivamente meglio riuscita. Fra Musica E Immagini è invece una compiaciuta autodescrizione dell'artista: "disegno melodie che il vento spingerà per le strade dei silenzi tuoi"... Credo che tutto questo possa aver dato un'idea: tradizionale rock n'roll senza pretese, schietto e genuino, onestamente però insufficiente, perchè dove i ritmi reggono sono le parole a far crollare tutto. Per informazioni e contatti: navicargo@hotmail.com, tel 096556347. Perikolo Generiko - Tra Sogno E Realtà
Non esattamente di mio gradimento il CD autoprodotto dei Perikolo Generiko, quintetto di Ferrara che suona classico hard rock melodico cantato in italiano e caratterizzato da riffoni e assoloni, vocione convinto (non mancano gli inevitabili "yeah!") e davvero troppe banalità anche a livello di testi. Una volta messa in chiaro la distanza esistente dai miei personalissimi gusti musicali, va ammesso comunque che il genere ("rock molto tosto" secondo il quotidiano La Nuova Ferrara) ha una sua dignità e che il piedino talvolta segue il ritmo volentieri. La semplicità sconcertante delle liriche - sin dalla contrapposizione nel titolo di sogno e realtà - resta però fastidiosamente sotto agli occhi in maniera fin troppo esplicativa. Soprattutto se messe in musica così platealmente, certe considerazioni fanno per lo meno sorridere ("tutto scorre via veloce, scivola dalle tue mani", "sempre correre, non ti fermi mai e non pensi mai") e pietoso risulta prendersi sul serio descrivendo la propria come una Generazione Di Eroi "contro tutto e contro tutti", prendendo le difese di noi (...ma noi chi?!) che "non abbiamo certezze/ma ci proviamo/poi se non ci riusciamo/ce lo inventiamo"...nemmeno Ligabue oserebbe tanto! Peggiori ancora sono gli struggenti sentimentalismi di Non E' Facile, che raggiunge involontari picchi comici. Tecnicamente si potrebbe trattare comunque di un lavoro interessante, ma per me è talento sprecato. So bene già da me che la nostra è "una vita oppressa che ci stressa sempre più" (a parte alcune riserve sull'espressione), e non mi va di farmelo ancora spiegare. Per informazioni e contatti: perikologeneriko@inwind.it, Massimiliano tel 347/4829234. Psychocandy - Disordinordinario
I quattro perugini Psychocandy si ispirano alla new wave, con tendenze particolarmente darkeggianti, ed in genere ad un sound più tipico degli anni '80 piuttosto che dei giorni nostri. Così si spiega il loro stesso nome, palesemente derivato dal ricordo dei mitici Jesus & Mary Chain, anche se ad essi non si notano reali riferimenti musicali. Il CD si compone di sei brani che lasciano alquanto perplessi: non male il primo strumentale Cloni, che introduce nella giusta atmosfera; più 'moderna' Luci Rosse, con chitarre taglienti e voce recitata; ed apprezzabile pure la reiterata Ripresa strumentale, in chiusura, di uno dei pezzi. Ma per il resto, soprattutto a causa della voce recitata e dei testi fin troppo elaborati, il gruppo ricorda tristemente i C.S.I. con accompagnamento cupo di tastieroni per atmosfere wave. Per quanto gradevole, ad esempio, Lamenti ("sanguinanti per sempre/le cicatrici aperte"), siamo onesti, è un vero e proprio plagio! Stesso discorso per quello che sembrerebbe essere il 'cuore' del lavoro: la bella Edera, che a tratti emoziona, ma in altri momenti fa sorridere. Per informazioni e contatti: bcyfcm@tin.it, Francesco tel 335/8009366. |