Moleskin
I Moleskin suonano un rock nervoso cantato in italiano con testi schietti e sanguigni: la band di riferimento per il suono e le liriche sembrano essere gli Afterhours nella maggior parte dei pezzi, anche se in alcuni tratti si intravedono interessanti vie di fuga da uno dei paragoni più diffusi degli ultimi anni, per la verità un metro di confronto abbastanza pericoloso. Per informazioni e contatti: Leo, tel 0338/9115682. Madcaps - Sale Da Thè
Solo tre pezzi propongono i Madcaps da Imola, due soli dei quali sono reali canzoni, mentre l'ultimo è una sorta di sfondo musicale su cui leggere un breve testo di Beckett citato nel booklet; quest'ultimo, eccessivo nella sua impostazione grafica 'computeristica', è interessante per il tentativo di scrittura di un poetico 'HTML dell'anima'... Forse basta questo per far capire le intenzioni della band, che - forte di una presenza scenica particolare, con tanto di frontman elegante e leggìo - presenta con notevole sicurezza il suo "rock decadente post-sperimentale" (?), per la verità decisamente influenzato dai C.S.I.. Mentre però L'Inevitabilità è quasi un plagio e fa sorridere per l'eccessiva ridondanza e ricercatezza linguistica (...quanti paroloni incollati assieme!), la lunga Sale Da Thè con i suoi sette e più minuti riesce ben più convincente e personale, e pur senza staccarsi troppo dal succitato modello stilistico, risulta intensa ed incisiva, proponendo anche un testo perfettamente adeguato e intelligente. "Musica dell'indifferenza"? "Transito ipermediale dinamico"? "Parole luminose"? Mah! Forse. Se i Madcaps sapranno liberarsi dal peso della 'derivazione' ed eviteranno di esagerare con le pretese intellettuali (c'è sempre il rischio di scivolare nel patetico), non escludo che sentiremo parlare ancora di loro. Per informazioni e contatti: madcaps@bigfoot.com, Daniele tel 0349/8411158. Deep End
Che dire di questi Deep End se non che sono STREPITOSI… Per informazioni e contatti: Deep End. Brigante Rouge - Il Filo Di Rame
I Brigante Rouge sono quattro ragazzi toscani che propongono in questo lavoro nove pezzi di pop-rock cantato in italiano, non privo di ingenuità, banalità ed errori, ma pure ricco di fantasia, che a più riprese mi porta alla mente il nostro Daniele Silvestri. Brillano sul resto Fetide Dolcezze ed Una Pura Formalità; per contro, non mi convincono per niente brani quali l'iniziale Naif, la pessima Mosca Cieca o la dolce ma menosa Tra Le Mie Coperte Verdi. Ovunque si respira disagio giovanil-esistenziale (la paura ed il rifiuto di essere "ben vestito ben pettinato"), che si scaglia contro benpensanti ed ipocriti, lasciando spazio alle cure dell'arte e dell'amore. Esemplare in questo senso è la lunga, conclusiva Sarcasmio, che prende atto di come, più o meno irrimediabilmente, prima o poi "si comincia ad annegare/galleggiando nella normalità/e si comincia a soffocare". Un lavoro interessante, anche se c'è ancora parecchio lavoro da fare. Per informazioni e contatti: clan@briganterouge.com, Ale tel 0339/8167251. C64 - ? Syntax Error
I C64 vengono da Roma e fanno punk rock, ispirandosi soprattutto ai Ramones, dei quali fanno un paio di cover molto riuscite e convincenti: due classici come Blitzkrieg Bop e Sheena Is A Punkrocker, che non sfigurano affatto di fronte agli originali. Per informazioni e contatti: ox@rome.com, tel 0349/6773062. F.A.T.A.
Fuoco, aria, terra ed acqua, ovviamente: già il nome non mi convince granchè, per non parlare della copertina 'artigianale'... Ma, al di là di questo, ciò che più conta è la musica: i F.A.T.A. suonano in maniera sicura e appassionata il più classico rock melodico italiano, con particolare riferimento ai Timoria, anche se a volte il pensiero fugge altrove, ad esempio ai Litfiba (Non Sei, bella specie nel concitato finale). Indubbiamente il suono grintoso e le piacevoli armonie fanno pensar bene della band, le cui uniche pecche sembrerebbero legate ai testi, sicuramente migliorabili, e alla voce, che, pur destreggiandosi bene fra tonalità basse e mugolii, fa sorridere a volte per essere tanto 'convinta'. A me però il genere non fa assolutamente impazzire, anzi, mi sembra particolarmente desueto e stancante, troppo 'normale' (leggere: banale) e difficilmente rinnovabile. Ciò nonostante, la musica di questi ragazzi ha un suo valore, ed in particolar modo Il Senso Delle Cose (al di là del deprecabile titolo) avrebbe innegabili potenzialità anche a livello commerciale. Per informazioni e contatti: Roberto, Cesare tel 0338/5940632. Fernandez Must Die! - Arabian Night
I Fernandez Must Die! meritano prima di tutto un plauso per il nome della loro band, veramente azzeccato: per quanto riguarda la musica che propongono, è un hip-hop con campioni, tastiere, chitarra e basso, suonato con una buona tecnica e con qualche buona idea. I versi di Miki al microfono scorrono abbastanza fluidi, tranne qualche inceppo che senz'altro verrà meno col tempo; le liriche sono semplici, dirette e possono essere migliorate, anche se sono lontane sia da pensieri complessi che dalla banalità di molto hip-hop italico. Per informazioni e contatti: superelectric@tiscalinet.it, Davide tel 0335/6781935. |