Yakudoshi - Al Diavolo Che Ha Allietato I Nostri Giovani Giorni

Questo demo è il frutto dell'incontro tra una band di belle speranze e uno dei migliori talenti musicali d'oltralpe, quell'Amaury Cambuzat che (oltre ad essere cugino del noto agitatore musicale Francois Regis-Cambuzat) guida i notevoli Ulan Bator, che dai tempi dei CD su CPI hanno un discreto seguito da queste parti. Non so cosa facessero i nostri prima (bisognerebbe scaricarsi dal loro sito il loro primo demo; se ne avete voglia: www.yakudoshi.net), ma posso intuire che l'incontro col francese deve averli cambiati non poco.
Sin dall'iniziale Abat-Jour si sente che il gruppo ha incorporato quello stile fatto di "quiete apparente" tipico dei francesi, quell'alternarsi di momenti più rarefatti ad altri più corposi (ma mai rumorosi: noise sembra un termine quasi improprio da queste parti); ma c'è dell'altro, la band sembra aver ascoltato anche cose come gli ultimi Unwound (specie nei giri di basso) o certe cose dei June Of 44... E per tornare in Italia, di sicuro in casa hanno una copia dei cd dei Massimo Volume (come si nota dalla loro versione del poema Amore di Charles Bukowski, un autore assai caro alla band bolognese) e dei Madrigali Magri (il cantato sospirato di Intro... Peccato però per il finale alla Marlene).
L'attitudie "progressiva" della band, che tende a dilatare i pezzi all'inverosimile (altro particolare che debbono aver ereditato dal Cambuzat), è poi sostenuta da una tecnica non da poco, che lo rende piacevole da ascoltare e riascoltare più volte, per accorgersi di ogni più piccolo particolare;e poi se così non fosse sarebbe dura sostenere la ventina di minuti della conclusiva E.G.D.S.!
Certamente per lunghezza (sei pezzi, un'ora!), forze messe in campo, cura dei suoni e dei particolari, confinare un disco simile al formato demotape è un crimine: possibile che a nessuna etichetta sia venuto in mente di metterci mano? Tanto più che l'uso di più lingue (francese, inglese e italiano) rende il disco appetibile anche per delle label straniere...

Sito web: www.yakudoshi.net.


Loren Naif

Il trio produce musica che potrebbe stare in una immaginaria linea che unisce Afterhours e Diaframma. Una specie di voce declamatoria in italiano si appoggia su dei brani ben suonati ma troppo debitori verso certi Timoria. E' difficile giudicare imparzialmente un qualcosa che non ti piace e non ti convince. Nonostante l'impegno io non riesco a trovare nulla, anche dopo ripetuti ascolti, che me li possa far piacere avvicinandoli a suoni che mi gustino più di quanto facciano i loro effettivi riferimenti.

Per informazioni e contatti: srego@tin.it.


Marcilo Agro E Il Duo Maravilha

A volte capita che la gente sappia fare quello che fa. In questo caso ci troviamo di fronte a due chitarristi acustici di indubbie qualità e un cantante dotato di gusto e doti vocali decisamente sopra la media. I due pezzi del CD sono due pezzi acustici di rara bellezza, alla stessa stregua degli episodi più pacati e riflessivi dei Perturbazione. Le chitarre si inseguono in giochi quasi degni di un disco degli Ida e sul loro soffice tappeto la voce di Marcilo disegna melodie che ti rimangono in testa pur non essendo scontate o già sentite. Arpa Birmana e Terra meritano un pubblico ampio, decisamente, con questi testi d'amore ma non sdolcinati, introspettivi e dialoganti. Impossibile non rimanere impressionati. L'unico rischio è quello di farsi sfuggire la misura di indietudine... Il passo dal cantautorato italiano maggiore è breve, anzi forse proprio quello è l'ambito in cui il trio di Novara meriterebbe di cimentarsi. Due pezzi che valgono di più delle intere discografie di tutti i gruppi passati da un Sanremo o da un Castrocaro negli ultimi vent'anni. Ma la parte più divertente è che sanno stare bene a cavallo tra i due mondi. Teniamoli d'occhio.

Per informazioni e contatti: marciloagro@yahoo.it.


John Deere Laptop Arkestra

Siamo di nuovo a rapportarci con un prodotto della mente contorta del giovane Brutti Lorenzo. Nel mentre che è occupato in un corso da Tecnico del Suono Professionista in quel di Milano (grazie al nostro valente servizio di spionaggio ora sappiamo anche molto su usi e usanze del prode rumorista delle Marche) ha trovato il tempo per registrare e sottoporci un altro valente tassello del mosaico sonoro che ha in testa. Le interferenze elettroniche, radio e televisive sono diventate ormai l'insegna della sua random music. La chitarra deve essere rimasta a casa. Il pesante sfruttamento delle capacità dei software musicali attualmente in commercio ha portato la musica ad essere sempre più solo un collage sonoro, layer su layer di stratificazioni antiritmiche. Avrà probabilmente sentito l'ultimo Black Dice dico io. Probabilmente si. Secondo me se ora a queste informi suite incominciasse a concettualizzare di più come a metà del terzo brano, ci troveremmo di fronte a qualcosa di più compiuto e più fruibile. Sempre ammesso che la fruibilità sia uno dei valori che Brutti abbia in mente...

Per informazioni e contatti: homemadeavantgarde@hotmail.com.


M.A.Z.C.A. - 1000

Il Movimento Attraverso Zone Comunemente Atipiche porta l'ascoltatore in aree della mente che non sono poi così inusuali... L'ardore della band è supportato da una dose di buoni ascolti che li lascia però inermi di fronte ai confronti. Il sound non è ancora del tutto slegato dai modelli di riferimento, Mogwai su tutti, anche se lo xylofono del primo brano, Rivoluzione, ha echi più delle classiche suite strumentali dei Goblins. Postrock cinematico dunque, non claustrofobico nè rivoluzionario, ma di ottima fattura e gran classe. I ragazzi si faranno, non ci sono dubbi, l'uso degli echi e delle voci in swiss music#3.01 lascia presagire ambienti Labradfordiani più che degni di nota. Ci si degni di avvicinarli ai primissimi Giardini Di Mirò nella travolgente Natura Morta. Dunque per una volta non ci facciamo abbattere dai facili richiami ma ci troviamo di fronte ad un gruppo in evoluzione con tanta buona voglia. I migliori auguri. Non mancate di segnalarci le vostre prossime uscite, siamo già curiosi adesso.

Per informazioni e contatti: marcobernacchia@yahoo.it.


Tangomarziano - Musica Per Lo Spazio

Dopo otto anni dalla formazione (1995) il gruppo si è sciolto recentemente. Mi era giunto da poco il loro ultimo prodotto. Il loro pop alternativo spaziale deve molto, quanto meno nelle assonanze, al David Bowie di Space Oddity e dei ragni da Marte. Ritmiche dilatate, ma presenti. Echi ed effetti sulle chitarre. Basso molto presente. Voce. La voce merita un capitolo a parte. In italiano, per la maggior parte dei brani, è più vicina al Morgan degli episodi più lenti dei Bluvertigo, non me ne voglia male il cantante. Non mi convince questo tono dimesso e troppo mellifluo. In effetti le sonorità generali dei brani giustificano ampiamente le scelte del vocalist, ma, personalmente, non mi piace. Reincontriamo Gianluca, il cantante, nel suo nuovo progetto solista denominato Hollowblue.

Per informazioni e contatti: info@tangomarziano.com.
Sito web: www.tangomarziano.com.


Nuance - S/T

Arpeggi Buckleyani quelli dei Nuance, pacati e melodici, tristi e grevi di poesia. La registrazione ce la mette tutta per impedire alle canzoni, ma soprattutto al cantato, di librarsi. Già dal secondo pezzo abbiamo un quasi tweepop che sa molto di indie anni '90. Purtroppo riuscire a cavare qualcosa di facilmente intellegibile da questo demo troppo lo-fi è impresa ardua; il talento pare nascondersi dietro la qualità della resa sonora. Per ora li rimanderei ad una nuova registrazione. L'unica cosa che esce piuttosto bene è/sono la/e chitarra/e. I giri paiono interessanti, la batteria, colpita lievemente, segue insieme al basso. Sembra realmente un mp3 compresso a meno di 92, le frequenze sono strane. Forse è semplicemente un CD-R mal stampato. In tal caso, o in caso di nuova registrazione, per favore risottoponetecela, ci terremmo assai.

Per informazioni e contatti: nuance.us@libero.it.


Rebleu - S/T

Proveniente dalla provincia di Pordenone, questo powertrio è autore di suite strumentali che con schizzate di funk e assoli prog non riescono ad entrare nelle nostre grazie. Le capacità tecniche e le argomentazioni del gruppo lasciano presagire una buona preparazione nei rispettivi strumenti; ma mancano, purtroppo per noi, gli ascolti di genere... La trappola del quasi metal bluesato è evidente. Un qualcosa che avrei preferito non sentire... Il consiglio è di raffinare meglio la scelta delle spedizioni. Qui non c'è trippa per gatti, dicono a Genova, e questo non è certo quanto di meglio sia uscito dai dintorni di Maniago ultimamente...

Per informazioni e contatti: Diego Todesco - Via di Catterina 33090 Frisanco (PN).