Baby Jane
Probabilmente sono la persona sbagliata per recensire questo disco: la voce poppettara della cantante, le chitarre rumorose con brio (così non danno fastidio a nessuno...), le canzoni che - ripulite a dovere - sono buone per il Festivalbar...beh, tutto ciò mi irrita non poco. Eppure questi ragazzi non fanno altro che suonare quello che preferisono, e forse è meglio un approccio come questo piuttosto che quello di chi si butta sull'ultimo trend in circolazione. Però questo disco non riesco a digerirlo: a onor di cronaca, arrivare la prima volta in fondo al CD è stata un'impresa... Sito web: www.babyjane.it. Bewitch Neighbour's House
Ora, capisco che il crossover sembra fatto apposta per mettere d'accordo tutti i componenti di una band, ma il primo pezzo di questo demo è un delirante mescolone di: una chitarra pulita in levare+una con gli stessi effetti dei Bad Religion (o altra band Epitaph a scelta...)+basso alla Red Hot Chili Peppers+fiati alla Fishbone+voce stile Korn (o primi Incubus, se vi garba), il tutto con più cambi di tempo di un disco del buonanima Zappa. Inascoltabile. Circle South - Demo 2002
Non so bene come prendere questo gruppo. L'unico gruppo che mi viene in mente, quanto meno per affinità, sono gli Ulan Bator, citati nella biografia come vicini a loro, in amicizia e collaborazione, su Sydbarret/Lecoleur Amaury Cambuizat canta. Il CD-R in questione sarà pure un demo ma ha una marcia decisamente in più. Meglio registrato, meglio suonato, meglio arrangiato anche grazie all'uso estensivo e compulsivo delle tastiere, della maggior parte di quelli che noi trattiamo come demo; meriterebbe un palcoscenico che è in mano di questi tempi solo a cloni di Afterhours e Marlene Kuntz. I ragazzi hanno talento da vendere. Il loro gusto me li accomuna per certi versi agli svizzeri Eva Kant, senza la combattività sonica e con piacevoli momenti di tensione postrockosa. Uno degli apici è il maestrale lavoro sulla voce di Train Grand Vitesse 002. Per informazioni e contatti: operacirclesouth@yahoo.it. Dedo - Blue Morning
Ah l'Islanda, con i suoi verdi intensi e la sua glacialità, i suoi geyser e i suoi ghiacci, le ragazzine con il nasino rosso dal freddo, i suoi costi ampiamente oltre la media europea, la Montagnola e Lucio Dalla, il Covo e Mondo Bizzarro... Eh? Bologna? In Islanda? Glitch glaciali dalla Dotta... Dedo lo immagino come un ragazzo dedito a silenziose contemplazioni di paesaggi sconfinati nel desktop del suo laptop. Curiosa situazione. Immaginare i Mùm se fossero nati a Bologna. Io a Bologna ci vado pur sempre volentieri, tengo amici, tengo culti e riti. Il treno di corsa sul piazzale ovest per Genova, l'arrivo e la piazza della stazione immersa nel sole. Immagino che anche Dedo sia uso a queste visioni e sonorizzarmi i ricordi con queste dolci melodie è un vero piacere. Giocose quasi quanto glitch pop o soffici quanto la roba su Morr. In giro probabilmente ce ne sarà sempre di più. E sempre più raffinata. Ma questa mi piace riscoprirla a poco a poco, forse perchè facilmente relazionabile ad un posto che conosco. Tre soli pezzi, di cui tra l'altro una reverse della prima e la terza derivata dalle altre due; speriamo in un futuro più prolifico per questo personaggio, per ora un buon voto di incoraggiamento, aspettiamo conferme. Per informazioni e contatti: stefanopanzera@libero.it. Delirium Tremens
Registrato da Andrea dei Lien Dezo gruppo storico del noise piemontese il cui ultimo lavoro fu registrato da Martin Bisi degli Swans a New York, questo CD dei Delirium Tremens è greve di cantautorato elettrico tutto suonato in attesa di esplosioni che non sempre arrivano. Il cantato poetico e declamato del cantante è contrappuntato da una buona miscela di sonorità postgrunge e postconsorzio. Per certi amanti della new new wave italiana di metà anni '90 qui ci sono gli elementi per poter entusiasmarsi. Non sono certo i primi nè gli ultimi a inforcare questa strada, e comunque lo fanno piuttosto bene. Per informazioni e contatti: ortidiortiche@virgilio.it. Disvega - Dismusic
Uhmm... Non ci siamo. I Disvega fanno una sorta di new wave strumentale con un discreto utilizzo dell'elettronica. Ora, ciò che da un senso al rock strumentale è la sua capacità di non farti dire la fatidica frase "manca giusto la voce...", e il problema dei Disvega è proprio che questa è la prima frase che ti viene in mente, e c'è poco da fare. L'unica eccezione è nella conclusiva P.S., dalle sfumature industrial, mentre Happiness e Le Planete Sauvage cercano di compensare la mancanza della voce con degli efficaci riff di chitarra che ricordano a tratti i Chrome (influenza involontaria? a giudicare dalle influenze dichiarate un ascolto dovrebbero darglielo). Ma non basta. Sito web: www.soundclick.com/disvega. The Elephant Man The Elephant Man - Devil's Swing
C'è sempre una storia da raccontare diceva qualcuno. Recentemente abbiamo iniziato a collaborare con un artista dell'amplificatore, come mi piace definirlo. Uno di quei personaggi che abitano nella profonda provincia ma che sanno il fatto loro come pochi. Dopo un abboccamento telefonico ci siamo riversati con i nostri ampli anni '70 incerottati in quel di Fossano, noto ai più come il paese di Paola Barale, e ci siamo trovati in casa di mr. vintage sommersi di memorabilia e pezzi da collezione. Con lui un amico. Ci si presenta e si parla del genere di musica che si fa. Come sempre in questi casi non sai chi ti trovi davanti. Un completo metallaro, un classico, un indie, un rastamario. Insomma cerchi sempre di prenderla alla larga. Specie se sei tu il primo a descriversi. Con somma difficoltà prendo alla larghissima il discorso. Quando tocca all'amico mi rendo conto dei miei vergognosi stratagemmi. Il tipo descrive la sua musica come un incrocio tra Colossamite e Shellac. Stacippa! Il ragazzo conosce i cavoli suoi. Quando più avanti abbiamo occasione di porre orecchio a questo demo del 2000, poco rappresentativo della loro attuale dimensione ci cascano le mandibole sul tappetino della macchina. Il trio di Fossano ha parecchie palle da vendere. Quadrati, perfetti, minimali. Carichi come pochi. Non sfigurerebbero sul catalogo Skin Graft accanto a nomi ben più noti. I due pezzi qui inclusi lasciano ben sperare per gli attuali sviluppi. Per informazioni e contatti: elephantmanband@hotmail.com. |