Dorothy Ca$h - Io Odio Moreno EP

Dorothy Ca$h sono Dafni e Lorenzo, due ragazzi da Roma che si divertono ad esercitarsi con un'elettronica "casereccia", a volte maldestra, non priva di spunti talora interessanti, ma più spesso insensata e noiosa da mettersi le mani nei capelli... Cassa#17, forse il pezzo più originale, è un delirio verbale sui supermercati, guardati come metafora della vita: "Solo un giorno dentro non basta/un anno intero in fila alla cassa"..."Qui non è permeso sbagliare/prendi al volo la tua offerta speciale"... Fino ad arrivare ad immagini trash quale quella delle "commesse killer"! Purtroppo la traccia è eccessivamente lunga e finisce per stancare. Carina la danzereccia Non Mi Preoccupo; pietose invece, seppur moderatamente divertenti, la folle Riflessione n.3 elettronico-sessuale sulle tette ("vorrei diventare muto e dire solamente la sillaba 'te' continuamente"), e la simile digressione di Calda, Dolce, Turgida. Il pezzo più musicale e più melodico è l'ultimo, Failure, cantato in inglese. Ci sono fantasia ed ironia, in questo Io Odio Moreno ("in onore di tutti i capri espiatori"), ma il metodo lascia sinceramente a desiderare: musicalmente direi che il progetto non esiste quasi, a meno di riuscire a vederli come i Wolfango dell'elettropop.

Per informazioni e contatti: dorothycash@libero.it, Lorenzo tel 347/0574542.
Sito web: www.dorothycash.it.


White Ash

Poco o nulla so dei White Ash, se non che dovrebbero essere miei giovani concittadini e magari li ho pure già visti dal vivo, ma chi si ricorda (reciterò il mea culpa, se così fosse davvero)? Purtroppo, oltre a questo, non mi è dato conoscere nè il titolo eventuale del demo nè quelli delle canzoni che vi sono contenute. Poco male, comunque, perchè abbastanza si capisce dai soli suoni che il CDR sprigiona: questo è al cento per cento Nirvana sound, dalla chitarra ruggente, dalle melodie azzeccate, e dalla voce veramente simile all'originale e ben gradita, che sa passare ordinatamente dalla fase lamentosa a quella urlata. Chiaramente questo rappresenta pure il maggior limite attuale della formazione. Dei sette pezzi inclusi risalta con evidenza il secondo, dall'ineffabile refrain, nonostante il testo decisamente banalotto ("I breathe but I don't live/I live but I wanna die"). Benchè il lavoro si lasci ascoltare volentieri, mi occuperei innanzitutto di ricercare nuovi e differenti stimoli, in maniera da espandere le possibilità sonore ed evitare di rimanere allo stato di piacevole copia.


Life On Mars? - Shit-Sound-Demo

Effettivamente ha un suono merdosetto questo CD... Tuttavia è assolutamente ascoltabile, ve lo assicuro. Avete presente i primissimi Afterhours, quelli che ancora cantavano in inglese, ancora tanto, tanto influenzati dagli esempi storici d'oltreoceano? Ecco - complice forse anche la voce, davvero molto simile - l'impressione qui è la stessa. Il che non fa affatto schifo, sia chiaro; ma non mi entusiasma nemmeno. Shit-Sound-Rock, il brano iniziale, è ritmato e divertente; un po' meno Lost In Hell, ma i quattro pezzi inclusi sono tutti egualmente fruibili. Chi gradisse del rock 'n roll grezzo e senza fronzoli, ma non per questo privo di idee, qui troverà una proposta spartana e non sempre originalissima, ma abbastanza interessante.

Per informazioni e contatti: bruno.leonte@libero.it, tel 339/7568617.


Dave And Me

Dave And Me è lo pseudonimo di Davide dei Modididire, che suppongo si sia deciso a far da sè. Il risultato appare buono: c'è di tutto un po' qua dentro - chitarra acustica, tamburelli, batteria elettronica, tastiera, rumorini - e diversi sono i brani gradevoli, come la strumentale La Nave Nello Spazio o l'esperimento post denominato Dave And Sam. La Fine Del Mondo fa sorridere per le sue intenzioni alla Massimo Volume, ma credo che in parte esse siano volutamente grottesche. Non mi convincono invece le ballatine calde ma menose come Natura Delle Cose Complesse o Formato Panoramico, che sembrano però una delle armi preferite di Davide; tenga presente che la sensazione è che voglia goffamente imitare Daniele Silvestri. Meglio registrato e più vario (senza risultare troppo pesante) rispetto al progetto precedente, questo lavoro risulta senz'altro più apprezzabile e maggiormente messo a fuoco, sebbene permangano ancora alcune ingenuità e imperfezioni.

Per informazioni e contatti: Davide Chizzoni, tel 348/9326478.


F.A.T.A. - Demodè

Questa nuova prova per i carpigiani F.A.T.A., dopo un precedente CDR di un certo interesse, mostra da subito una qualità del suono invidiabile, che rende al meglio l'energia e l'intensità che la band, sin dal primo brano (la piacevole Bambole Di Plastica, in cui troviamo alla voce Diego Pallavera dei Valéry Larbaud), intende dimostrare. Le chitarre suonano più moderne ed il ritmo non manca, e seppure la materia trattata resti la stessa (classico rock italiano alla Timoria, con pennellate wave), ora risulta più apprezzabile. L'uso delle tastiere da' un che di epico alle canzoni, che restano saldamente aggrappate, come ispirazione, agli anni '80. La voce continua a tendere ad un canto enfatico e teatraleggiante che trovo a tratti imbarazzante, e quando recita cose come "sei bella, e brilli come una stella" (Perfetta), mi fa pensare molto male... La band è affiatata e preparata, e credo possa avere un buon impatto anche dal vivo; non credo che verrà mai abbandonata, però, quella immagine darkeggiante che ai miei occhi risulta, lo dico onestamente, caricaturale. Un buon prodotto, consigliato però prevalentemente agli amanti del genere.

Per informazioni e contatti: Roberto, tel 347/5209652.
Sito web: www.fataweb.org.


Dilatazione - Fotogrammi

Formatisi circa tre anni fa e con già due demoCD all'attivo, i toscani Dilatazione giungono alla terza prova autoprodotta. Con una copertina come questa, non era difficile capire che si sarebbe trattato di post rock... Pertanto, lunghe parti strumentali, alternativamente malinconiche e rumorose, e ricerca precisa (assolutamente riuscita) di una intensità di fondo. I modelli sono chiari e la tendenza è quella di ricalcarli: un esempio è il lungo tratto parlato in Linee (+z), con pianoforte e feedback sullo sfondo, che sa ovviamente di GYBE!. Ma non mancano passaggi più originali: le suadenti chitarre (ed il titolo) della strumentale 18.30: Un Addio non passano inosservate, così come pure gli strati rumorosi di Sala D'Attesa; e vi sono parecchi altri momenti rimarchevoli (la seconda metà di Fotogramma (2), le languide atmosfere di - ehm - Post), che spesso portano alla mente altro post rock nostrano. Meno convincenti sono i tratti in cui si aggiunge la voce, sebbene i testi non siano malvagi; è senz'altro ben descritta l'atmosfera delle Stanze Vuote, "abbandonate", anche se al cantato lamentoso preferisco, appunto, la fragorosa, emozionante esplosione finale. Semplicemente meraviglioso, poi, il lungo dialogo uomo-donna inserito in A' Boute De Souffle - estratto appunto dal film di Jean Luc Godard - che da solo varrebbe la pena di ricercare questo CD; le frasi del film (lei: "Ma io non so mica ancora se ti amo!"; lui: "E quando lo saprai?"; lei: "Presto"...) si intrecciano con chitarre commoventi, ma pure capaci di esplosioni esaltanti. C'è spazio anche per un momento di violenza urlata in Per Dimenticare, che parrebbe ispirarsi ai C.C.C.P., ma non se ne sentiva affatto la mancanza ed anzi va ad affossare lo splendido lavoro fatto con gli altri brani. La band appare ben avviata e sicura di sè, e benchè restino ancora alcune cose da migliorare, in maniera da affinare il suono e dimostrare maggiore personalità - soprattutto per quanto riguarda gli interventi vocali e una certa gestione del noise chitarristico - questi Fotogrammi appaiono già decisamente stimolanti e suggestivi, e non "resta soltanto un'immagine", ma molto di più. E' un'ottima prova, insomma, che fa ben sperare per il futuro. A risentirci dunque, speriamo presto!

Per informazioni e contatti: dilatazione@yahoo.it, tel 0574/798960.
Sito web: www.dilatazione.too.it.


Tirlindana - Umorale

Tirlindana, da Menaggio. Mmh. C'è il caffè del mattino sul fuoco (il titolo stesso del CD è disegnato con chicchi di caffè), e fin qui tutto bene. Poi, però, ci sono delle canzoni tra i Timoria e... - oh merda, ma sempre! - gli Stadio... E qui son dolori. Petrolio potrebbe considerarsi ben riuscita, ma Inonda Le Tue Strade ha una voce tra Francesco Renga ed Enrico Ruggeri, e l'indole del Morandi dell'ultimo periodo televisivo ("io sono ancora qui, in mezzo a mezzi uomini/a difendermi alla grande"). Chi si accontentasse di un semplice ed in fondo onesto, leggerissimo pop-rock italiano troverà comunque qualche cosa carina e - va detto - sempre ben suonata; il suono è tranquillo e c'è sempre ritmo, in Perfetto E' Amore quasi vacanziero. Meglio però senz'altro il pianoforte di Ostinato Singolare, che comunica emozioni, e la gradevolissima ironia di Autogrill. Mmmh. Interessanti anche i momenti strumentali contenuti in Dolente. Mmmmh. Mi accorgo che il CD ha un andamento qualitativo in costante crescita, e con la finale L'Estate si termina al meglio, come non mi sarei aspettato ("l'estate raccoglie i suoi stracci, ci vuota le tasche e le riempie di vento/l'estate accavalla le gambe, sorride un po', mi lascia all'asciutto... A capire, colmare quel vuoto, cercando di darsi qualcuno da amare"). Punterei su queste strade, meno banali, meno trafficate e noiose. Qualcuno però mi dovrebbe proprio spiegare, prima o poi, a cosa serve sistemare i testi in ordine sparso! Grrr...

Sito web: www.tirlindana.it.