David Singer - The Cost Of Living (Deep Elm, 2001)

La scena musicale d'oltreoceano è costellata di tanti di quei progetti solisti, cantautorali e campati in aria, che neanche ce ne rendiamo conto (Pedro The Lion, Kind Of Like Spitting, Damien Jurado, tanto per citarne tre). Ma spesso, anzi, quasi sempre, la qualità delle proposte è decisamente buona. Così è infatti il debutto solista di David Singer (di nome e di fatto...), residente nella "Città del vento" e già discretamente conosciuto da quelle parti per far parte dei Kid Million. Ogni singolo pezzo su questo disco è un dolcissimo gioiellino a metà tra Elliott Smith (l'ultimo), Beatles e Beck. La title-track addirittura è un piccolo capolavoro nascosto, guidata da un tenerissimo pianoforte e arricchita da un ottimo testo. Qua e là la strumentazione classica è accompagnata da piccoli aggeggini elettronici quali drum machines, campionatori e tasterine carine. Hawaii è addirittura meglio di qualsiasi pezzo presente su Figure 8, per dare un'idea del livello qualitativo delle canzoni. Un disco non obbligatorio (effettivamente ce ne sono altri che mi comprerei più convinto) ma in ogni caso molto raffinato e da ascoltare, anche solo per la già citata title-track, che non mancherà nella solita serie di "cassettine" che farò alla "(s)fortunata" (?) di turno. Ah, dimenticavo: il ragazzo suona quasi tutti gli strumenti sul disco. Io una chance gliela darei volentieri. Poi fate voi.

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