The Cramps - Fiends Of Dope Island (Vengeance/Goodfellas, 2003)
A circa un lustro (anno più, anno meno) dall'uscita del mediocre Big Beat From Badsville su Epitaph, il papà e la mamma (per alcuni di voi, probabilmente, i nonni!) dello psychobilly horror garage ritornano. La prima cosa che noto è che Poison Ivy, sebbene sempre in ottima forma per una cinquantenne, si è un po' imbruttita e gli altri membri del gruppo, immortalati in una foto sul retro del CD, mi ricordano pericolosamente i Damned di questi ultimi anni, post reunion... E non è un bel pensiero. Fortunatamente basta mettere il dischetto nel lettore per essere rassicurato: sono sempre i Cramps, con i loro ululati, le loro chitarre scarne e minimali coi giri fatti su una corda sola, il drumming tribale da clan di aborigeni, le sciabolate blues, punk, rock'n'roll, psych, rockabilly. In una parola, appunto, Cramps. Certo, diciamo la verità: non siamo ai livelli di Songs The Lord Taught Us o di quello che per me è l'epocale capolavoro della band, ovvero il dodici pollici live Smell Of Female... E poi io ho sempre preferito i Cramps senza basso a quelli con. Ad ogni modo, accantonato il campanilismo e il puro e semplice gusto personale, non si può negare che questo disco sia buono.
L'unico vero appunto che mi viene in mente riguarda la produzione, un po' pulita. Sarà una fisima, ma per me Cramps è sinonimo di registrazione lo-fi, mentre in questo frangente i suoni sono molto definiti e puliti. La cosa veramente grande di tutta questa operazione, però, è che i Cramps hanno riesumato la loro etichetta Vengeance, nata a metà anni Settanta, per fare uscire questo disco e ripubblicare tutti i loro titoli precedenti... E penso che sia folle e geniale contemporaneamente: dimostra come i due nonnetti del New Jersey abbiano ancora voglia di sbattersi e impelagarsi con faccende come un'etichetta, dopo trent'anni passati a fare dischi e suonare. In poche e sentite parole: un graditissimo ritorno.
Quattro dischi ogni decade e quest'ultimo lavoro a sei anni da Big Beat From Badsville, inciso nel '97 per la Epitaph, che li aveva rilanciati alla grande dopo un periodo piuttosto oscuro. Non mi sembrano delle scadenze invadenti... Anzi si direbbe che gli inventori dello psychobilly giochino con i loro fans a farsi desiderare: l'attesa non è stata vana perché Fiends Of Dope Island è un grande album e conferma alla grande il loro riacquistato stato di grazia! Un album Cramps a 360° nel quale si riappropriano delle più brillanti intuizioni soniche messe a punto in più di venticinque anni trascorsi a sputare sangue, rock&roll e caos sulle fredde assi di tutto il mondo ed in una decina di lavori in studio: il loro rockabilly minimale e psicotico, tagliato con il garage più puro dei sixties e con l'approccio punk più grezzo, ha fatto scuola, ma l'energia primordiale e selvaggia della coppia Lux Interior–Poison Ivy ancora oggi non teme rivali; lo affermo senza mezze misure, sono una delle ultime bands rimaste sulla faccia del nostro pianeta a suonare autentico rock&roll... Vere icone viventi! |