AA.VV. - It's A Cool, Cool Christmas (Jeepster, 2000)
Una compilation dove si ricantano le canzoni di Natale parte svantaggiata, si pensa all'operazione commerciale nonostante lo scopo benefico e dato anche il prezzo esoso... invece questo disco è una meraviglia, a riconferma di un nome eccellente come quello di Jeepster.
Andiamo in ordine, i nomi sono veramente buoni e tanti: si comincia col meglio del disco, Alan Parsons In A Winter Wonderland dei Grandaddy, un misto tra la canzone tradizionale della seconda parte del titolo e una presa per i fondelli romantica e dolce del buon vecchio Alan Parson ("now we can make a snowman and pretend he is Alan Parson" ma anche "he wrote love songs to make productions go on"), il tutto mentre si è letteralmente affogati in tastierini e suonini in loop: indiepop perfetto? Si prosegue con The Dandy Warhols alle prese con Little Drummer Boy, pezzo tradizionale suonato però alla loro maniera, tastieroni inclusi, interpretazione diretta e molto azzeccata; The Webb Brothers tirano fuori dal cilindro una canzone come Every Day Is Christmas, romantica al punto giusto. Gli Eels inseriscono una b-side di un recente singolo, dove E esprime la sua visione triste e fantastica del mondo; segue El Vez, astro della nascente Poptones di Alan "Creation" McGee, un Elvis sudamericano (il nome non mente...) che mescola un pezzo dei PIL ed una canzone di Josè Feliciano con risultati da applauso. Dopo lo strumentale noiosetto di Morgan, si riparte con un trittico superlativo: Drugstore, Belle And Sebastian e Giant Sand che con ottimi brani rendono al meglio i loro diversi modi di intendere un Natale malinconico. Eccezionale poi la cover dei Flaming Lips, White Christmas (demo for Tom Waits), in cui la voce trattata elettronicamente sembra veramente di Tom Waits, come sempre siamo tra la farsa ed il capolavoro; dopo una vecchia b-side dei Saint Etienne, ci sono tre pezzi incredibili: Departure Lounge con Christmas Downer, melodici ed accattivanti, Six By Seven che con Believe In Father Christmas si riconfermano un'ottima band (il pezzo è su musica di Prokofiev e testi di Greg Lake... c'è odore di ELP, ma dall'interpretazione non si direbbe proprio!) e Snow Patrol con When I Get Home For Christmas che con un pezzo proprio propongono le loro ottime qualità, un nome da ricordare. Dopo Titan e Big Boss Man, due pezzi elettronici sul lounge, attende l'ascoltatore un finale da brivido: Teenage Fanclub con Christmas Eve, due minuti di poesia delicata e sospesa, Calexico con Gift X-change, Gorky's Zygotic Mynci con Hwiangerdd Mair in gallese stretto e Low con Just Like Christmas, tratto dall'immenso Christmas EP del 1999. Chiude il disco Lauren Laverne con una digressione elettronica su di un tema classico di Natale.
Tirando le somme abbiamo ventuno band per un totale di settantadue minuti di musica con solo tre-quattro pezzi minori, e tutti i brani sono inediti oppure difficilmente rintracciabili; il lato pop delle band regna sovrano ma l'argomento difficilmente lascia spazio ad altre interpretazioni.
Un disco veramente piacevole, inevitabile regalo di Natale...
     

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