Consafos - Such Is The Way Of Things (Grey Day Productions, 2003)

Una delle cose che ho invidiato di più ai gruppi di cui compro i dischi, da più di una decina di anni a questa parte, è la "tipa che canta". Sono sempre stato brutalmente fregato negli acquisti dall'amore segreto nutrito per una eletta schiera di "tipe indierock", più o meno carine, più o meno brave. Anni fa covavo il malcelato sogno nel cassetto di poter condurre una trasmissione dove passare solo indierock con tipe che cantano. Dalla Juliana Hatfield, scontrosa e riottosa delle Blake Babies (si ho anche il disco della reunion...), alla major-ata Belinda Carlisle delle Go-Go's (si ho anche il disco della reunion...), passando per la dimenticata troppo in fretta Lisa Loeb, mistica apparizione in una puntata pomeridiana di programma gggiovane su Video Music di metà anni '90... E mille e mille altre, tracciando immaginarie linee che univano gente totalmente incompatibile, come Liz Phair e Cat Power, in un unico e feticistico rockumentario ai limiti della depravazione.
Evitando di dilungarmi sulle eventuali puntate monografiche mi ricollego al discorso base: tutto questo cosa centra con la musica? Assolutamente nulla, chi mai ha pensato di inserire Exile In Guyville o Moon Pix all'interno di una vera e propria nicchia musicale con caratteristiche ben definite? Nessuno.
Perchè quando c'è una tipa che canta tutto è consentito.
Così anche questo mini finisce per brillare più per lo splendido sorriso e la splendida voce di di Stefanie Drootin, già con Bright Eyes e The Good Life, che non per gli spartiti dei personaggi, quasi di secondo piano, appartenenti tutti alla losangelina Sunflower Tribe afferente all'etichetta Grey Day Productions.
Pare che questo combo di lento indiepop dai tratti ancora "emo"-zionalmente dichiarati, si sia recentemente trasferito a Chicago, ormai mecca dell'indie a stelle e strisce. Una mossa che, probabilmente, permetterà di aumentare la visibilità di una proposta già pronta, con il requisito fondamentale della vendibilità di una voce più che radiofonica, per il mercato emerso americano. Non ci resta che augurare buona fortuna, e magari, provare a concentrarci più sul gruppo che sul semplice specchietto che ci viene proposto in prima fila...

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