Central Falls - Latitude (Truckstop, 2002)

Personaggi di spicco militano in questo combo: tra gli altri il leader Adam Vida, già batterista in U.S. Maple, e suo fratello Ben (Town & Country), coadiuvato da una sezione ritmica proveniente dalla Chicago bene (Chicago Underground Trio). Steel guitar a nastro (Travel), effetti bislacchi (So Lovely, So Lovely), sonorità languide, posate, contemplative e cantato da sonnolenza (Leave Into) creano una piacevole sensazione di rilassamento. Ascoltare Latitude dopo pranzo rischia di aumentare esponenzialmente la voglia di pennichella. E il fatto di essere estremamente concilianti col sonno presumo non sia un gran complimento per una band, anche se questa sembra perseguire l'intento con estrema perizia (e non lo dico per scherzo, visto che ci sono anche gruppi nati per rompere i cosiddetti). L'album si snoda in delicati e mai opprimenti passaggi dove su basi spesso post si stendono influenze che vanno da George Harrison a John Cale. Ci mette del suo a non aggravare l'atmosfera soporifera Correction con qualche colpo di piatti qua e là. Difficile comunque fare una descrizione precisa dello stile che dalla prima all'ultima nota caratterizza il disco, tuttavia se il talento non si discute, a volte verrebbe proprio da dire che la montagna ha partorito il topolino.

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Central Falls - Love And Easy Living (Truckstop, 2003)

Dopo il mediocre Latitude i fratelli Adam e Ben Vida ci riprovano. Adam pare aver acquistato maggiore destrezza come songwriter, qualcuno ha detto che le sue canzoni sembrano "cartoline mandate da una stanza d'albergo in mezzo al nulla". I brani infatti sembrano fatti di nulla: svolazzano leggeri dal rock anni '70, con rimandi a Neil Young e George Harrison, fino alle odierne esperienze nella scena musicale di Chicago. Quest'ultima apporta al lavoro quel valore aggiunto di modernità e avanguardia. Love And Easy Living non rinuncia alle atmosfere languide (e, lasciatemi ribadire, un po' soporifere) del debutto, risultando però più riuscito ed emotivo. Weekenders sembra rappresentare bene questa crescita: voce ispirata, batteria e chitarra appena abbozzate e trombe a fare da sfondo per un brano malinconico e indolente. L'iniziale Springtime è delicata come un soffio d'aria, un po' come la successiva ma più rallentata The Fights Are Staged; la chitarra appena pizzicata è sempre lì, placida, come a ricordarci le priorità che intitolano l'album e sulle quali dovremmo basare la nostra vita. La registrazione del disco è stata affidata a Jeremy Lemons, già conosciuto per aver lavorato con Jim O' Rourke, Wilco e Smog.

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