Casa Del Vento - Non In Mio Nome EP (Mescal/Sony, 2003)

La Casa Del Vento è uno dei tanti, troppi gruppi italiani combat-folk "impegnati" che mi fanno cadere le braccia, specialmente perchè vogliono rappresentare musicalmente una cultura che vorrei sentire mia, e dalla quale invece queste ballate finto-irlandesi alla Modena City Ramblers/Gang mi fanno sempre più allontanare. Il CD è ovviamente intriso di (meglio: affogato nel) significato politico, evidente sin dal titolo, che ripropone lo slogan 'no global' "not in my name", divenuto noto in tempi recenti con l'ennesima guerra cui abbiamo tutti dovuto squallidamente assistere. Condivido, come sempre, molte delle motivazioni, ma non il metodo. Certa retorica finisce per esser peggio di certa propaganda. Testi come "il mercato e l'economia contano più delle persone", per quanto veritieri, lasciano il tempo che trovano; forse meglio quel "non ho bandiere da insanguinare", cantato con una voce che ricorda vagamente quella di Battiato. Non manca una Hasta Siempre! con il fantasma onnipresente del Che. Non so che dire, se non che sono stufo di vedere associate le linee di pensiero del movimento alla musica di Punkreas e MCR! Si salva l'accorata introduzione di Haidi Giuliani, cui va il mio abbraccio e la mia stima; ma il resto è una lagna, Giovanna Marini compresa.

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