Califone![]() Tim Rutili, ex-Red Red Meat, Loftus, Boxhead Ensemble, Ugly Casanova, ospite sui dischi di Orso, fondatore della Perishable, e probabilmente, nella fretta, chissà quante altre cose mi sto dimenticando. Un'intervista a suo modo strana, anche perché mr. Rutili non da' mai "più del dovuto", non è sicuramente logorroico, e nonostante sia piuttosto accomodante non sembra così interessato a "parlare", un po' come se desse per scontato che il suo compito è quello di "suonare". L'intervista è stata effettuata al Cox di Milano, poco prima di un concerto dei Califone a dir poco splendido.
Sodapop: Il tuo nome? Tim: Tim Rutili, suono nei Califone. S: Ed in altri gruppi, vero? T: Sì, un sacco di tempo fa suonavo nei Red Red Meat, con i Loftus, poi suono coi Boxhead Ensemble e con Orso. S: E' difficile ricordare il nome di tutti i gruppi con cui suoni! (risate) T: Sì, qualche volta è un po' ingarbugliato: ci sono periodi in cui fai uscire un disco, poi dopo tre giorni torni in studio, poi un tour... S: Riesci a guadagnarti da vivere con la tua musica o hai un altro lavoro? T: Abbiamo un'etichetta, la Perishable e uno studio di registrazione in cui lavoriamo io e Ben Massarella. S: Fai uscire solo gruppi dove suona qualcuno di voi o degli amici. T: Principalmente amici... S: Perché? T: Perché sono lì intorno... (ride) S: Con la Perishable fate uscire i dischi anche solo se vi piace o per amicizia? T: Di solito uno viene, fa sentire e se ci piace realmente la musica, allora... Per ciò che ci riguarda, il rapporto d'amicizia è il migliore, ma prima viene la musica. S: Lavorate con gli amici perché è più facile lavorarci? T: Sì. S: Hai mai provato a lavorare con qualcun altro che non conoscevi? T: No, mai. S: Pensi che lo farai mai? T: Dipende dalla musica, se è qualcosa che ascoltiamo e ci piace abbastanza, proveremo. Ma cercheremo di conoscere prima quelli con cui dovremmo lavorare, per essere sicuri che l'affare possa funzionare e per vedere che non crei delle complicazioni in anticipo. S: Avete iniziato con l'etichetta o con lo studio? In che modo sono connesse le due cose? Oppure è solo casuale? T: No, non è casuale. Eravamo interessati ad entrambe le cose: quando registravamo per la Sub Pop abbiamo iniziato a comprarci il materiale per poter registrare e poi, pian piano... S: L'avete fatto per l'etichetta o per il gruppo? T: Come prima cosa per il gruppo. S: Pensi che tutti i musicisti si dovrebbero registrare da soli? T: Quando hai il tempo e quando te la senti... S: Proveresti a lavorare con qualcun altro? Ad esempio con qualche fonico conosciuto? T: Con Daniel Lanois, o con Brian Eno! (ride) ...Veramente! S: Ho letto un'intervista al chitarrista dei Walkabouts dove diceva che il suo sogno era lavorare con Eno, poi, quando gli è capitato di lavorarci, ha detto che invece di un genio si è rivelato un dittatore. T: Davvero? Non riuscirei a sopportare una cosa del genere. No, non credo proprio. S: Vuoi un controllo assoluto sulla tua musica, sulle cose che componi? T: Sì, ci piace farlo completamente da soli, è sempre meglio. S: C'è una ragione per cui dopo tre dischi come Red Red Meat ve ne siete andati dalla Sub Pop? T: Sì... Beh, pensavo solo che sarebbe stato meglio se avessimo fatto da soli, avremmo potuto fare ciò che volevamo e nel modo che volevamo. S: Fareste dei dischi per un'altra etichetta? T: Dipende, se un giorno ci stufassimo di tutto questo lavoro, allora qualcun altro potrebbe farci uscire. S: E' molto lavoro, vero? T: Sì, ce n'è molto, a volte stanca. S: Non sarebbe meglio se qualcuno si prendesse cura di voi? Il gruppo comporta un sacco di lavoro? T: Mmmhh... Dipende: se si prendesse cura del lato economico ed io di quello musicale... Ognuno fa la sua parte, ad esempio per l'etichetta abbiamo un amico che fa la promozione, un ragazzo al computer e qualcuno che lavora allo studio. S: Non siete così difficili da essere sentiti, quasi pop in certi pezzi... T: Sono d'accordo. S: Siete mai stati contattati da una major? T: Sì, con i Red Red Meat. S: Solo perché eravate su Sub Pop? (rido) T: No! (ride) Gli piaceva la musica ed allora firmammo per la A&M per un disco, e poi firmammo anche per il disco dei Loftus: ci dettero tutti questi soldi per farlo, ma una volta finito... Loro non seppero che farsene. S: Veramente? Era un gran disco. T: Grazie! Comunque non seppero che farsene, non gli piacque: così abbiamo finito per produrcelo. Lì è quando abbiamo iniziato con la Perishable ed abbiamo deciso di non firmare più per una major e di fare le cose da soli. S: Nessuna major? T: No. S: Strano... T: Califone no, in nessun modo: non penso che potrebbe accadere. S: Pensi che siate troppo vecchi? (rido) T: ... Vecchi... (ride) S: Rilassanti... T: Troppo lenti... Troppo lenti... (ride) Troppo strani! S: Forse. T: Loro non vogliono avere a che fare con ciò che non faccia guadagnare molti soldi, penso che ci possano essere molte persone a cui piacerebbero i Califone, ma non un milione. Nel modo in cui funziona il music business, pretendono sempre che ci sia qualcuno che fa un sacco di soldi... S: È piuttosto strano sentire la musica che suonavate con i Red Red Meat dei primi due dischi, rispetto a quella che suonate ora. T: Mmmhh... Non direi, comunque entrambe sono decisamente rock. S: Qualcuno vi ha definito dei nuovi Rolling Stones... T: Vero. Rolling Stones, Faces, Mudhoney... S: Mudhoney... Davvero? Non l'avrei mai detto! T: Comunque noi eravamo un gruppo rock. e poi siamo lentamente cresciuti in un'altra direzione; chissà, forse il prossimo sarà nuovamente un disco rock: potremmo fare qualsiasi cosa. S: Allora non è vero che più vecchio diventi, più ti ammorbidisci... T: No! (ride) S: Non pensi che potrebbe succedere? T: Mmmhh... Forse succederà. S: Che cosa preferisci musicalmente? T: Joao Gilberto, Dug Boss, un suonatore di banjo... Un sacco di roba, principalmente rock. S: Ti interessa la musica elettronica? T: Sì, mi piace. S: Fammi qualche nome. T: Mi piace molto Oval, ci abbiamo suonato assieme a Seattle. Mi piace un sacco di roba... S: Ti piace anche come persona? T: Non saprei, non gli ho parlato molto: sembra uno a cui fa piacere che lo si lasci in pace. Ma comunque mi piace la sua musica. S: Mi è capitato di leggere di gente che ne parlava molto male. T: I Mouse On Mars! Li adoro... Mi piacciono molto. S: Ti piacerebbe vederli dal vivo? T: Non li ho mai visti, mi piacerebbe molto! Un giorno spero di poterli vedere, credo nel prossimo futuro: uno dei nostri gruppi, gli Him, ha suonato con loro a Chicago ed io non sono potuto andare, ma conto di non perdere l'occasione per una seconda volta. S: E' da molto che siete in Italia? T: Da due settimane. S: Come vi trovate? T: Bene, molto bene: è divertente. S: Suonate un bel po' di date! T: Ne abbiamo suonate sei e ce ne restano altre cinque... S: Suonate solo in Italia? T: Sì. In realtà ci era stato offerto di suonare anche in Germania, ma poi è saltato tutto all'ultimo momento. In marzo forse faremo nuovamente un tour degli States. S: E' la prima volta in Italia? T: In Italia sì. In Europa ero già venuto con i Califone: Berlino, Amsterdam... S: E con altri gruppi? T: Con i Red Red Meat suonammo in Germania, Belgio, Olanda, Francia, ma non passammo per l'Italia. In settembre abbiamo fatto un tour con i Boxhead Ensemble ed abbiamo fatto Belgio, Inghilterra, Irlanda, Olanda, Francia. S: Nei dischi come quello dei Loftus e Orso, tu suoni solo in studio o fai anche i tour? T: No, con Orso non suono dal vivo; il fatto è che stavano registrando e mi hanno detto: "perché non registri una parte?" S: Sul primo Orso ho visto che c'era la maggior parte di voi, sull'ultimo solo tu, come mai? T: No, c'erano anche Ben e Brian. Mah, non saprei, penso perché gli andasse di fare così. Se ti chiama o no dipende solo da lui: in realtà credo di aver fatto di più nel primo disco degli Orso che sul secondo, dove ho lavorato solo su tre o quattro pezzi. S: Sei stato libero di suonare quello che volevi? T: Sì, ci ha lasciati liberi di fare ciò che volevamo e poi ogni tanto ci diceva: "... Più in questo modo, più in quest'altro..." S: Pensi che potresti lavorare allo stesso modo con qualcun altro sui tuoi dischi? T: Certamente, è il modo in cui lavoro: dirigo un po' quello che suonano gli altri. S: Remix: ne avete già? Ne farete? T: No, non credo che ne faremo. S: Ho sentito che avete composto una colonna sonora, l'avete qui con voi? T: Sì, in settembre abbiamo suonato un concerto a Chicago, dove abbiamo fatto un'improvvisazione live per un film, l'abbiamo registrata, prodotta e fatta uscire. S: Che film era? T: Il primo, un film di due registi di Chicago, ed il secondo una specie di animazione di un regista di Washington, è molto bella! S: Sembra interessante... T: Decisamente, ed è molto strana. S: E' buffo, prima di sapere della colonna sonora, pensavo che foste molto appropriati per una cosa del genere. T: Mi piacerebbe lavorare ancora di più su cose di questo tipo. S: Pensi che sareste in grado di comporre una colonna sonora su commissione? T: Dipende. Penso che nel caso ce lo chiedessero vorrebbe dire che apprezzano già ciò che facciamo; ma potremmo anche fare altro. Ad esempio con Life In Bed il regista ci ha dato un'idea del tipo di musica che voleva: un po' gitana, poi roba pop e cose abbastanza diverse. S: Che tipo di colonne sonore preferisci? T: Quelle dove non ti accorgi quasi della musica. S: Per esempio? T: Morricone, soprattutto Per Un Pugno Di Dollari, quelle di Neil Young. S: Pensi che quella di Morricone sia musica che non si noti? T: Beh... Va perfettamente insieme al film, non lo deforma, non lo sovrasta: è perfetta. S: Ti piace Badalamenti? T: Non lo conosco. S: Lynch... Badalamenti ha fatto un sacco di colonne sonore per David Lynch. T: Anche Mulholland Drive e Lost Highway? S: Non ricordo (col senno di poi, sì NdR), sicuramente Twin Peaks e Una Storia Vera. T: Non li conosco, ho visto un documentario su come Lynch ha fatto la colonna sonora di un po' di film e su come abbia fatto registrare un'orchestra filtrandola attraverso un tubo, grande! S: E che tipo di film ti piace? T: Di tutti i tipi... Di tutto! Soprattutto quelli semplici. S: Ad esempio? T: I film dei fratelli Marx, prima di venire qui ne ho visto uno con mio figlio. S: Chi preferisci? Arpo? T: Arpo è un genio! (ride) ...E' il migliore! S: E Groucho? T: Ma sì, mi piacciono tutti e tre... Poi abbiamo anche visto E.T., l'ultimo di Lynch Mulholland Drive, è splendido! S: Quanti figli hai? T: Uno, che ha sette anni: guardiamo i film assieme e ridiamo come matti. S: Sei spesso in tour? T: No, mai più lunghi di due settimane: a casa per un mese e mezzo, poi tre settimane e poi a casa per un anno. S: Che progetti per il futuro? T: Stiamo per fare un tour per marzo, in concomitanza con la data all'All Tomorrow's Party, il primo dei Sonic Youth: là ci sono Television e Big Star, i miei eroi! Credo che potrei piangere! E dopo il tour torneremo a casa ed inizieremo a registrare e curare due o tre cose per la Perishable: abbiamo due o tre dischi in uscita. S: Perché avete registrato un pezzo in un bagno? T: Suonava bene... Avevamo un microfono... S: Non siete i primi che sento che lo fanno... T: Avevamo un microfono stereo ed abbiamo registrato alle due del mattino, quando chiudeva... Un nostro amico ci lavorava... Così... S: Che farai quando sarai a casa? T: Oltre al gruppo, vedere la mia famiglia: sono un "family-man" (ride), poi lavorare... Mi piace l'Italia, il cibo è grande! S: Allora non sei un americano da hot dog! T: No, mi piace il cibo buono... S: Eri preoccupato di volare per venire qui? T: No, non ho paura di morire... S: Hai paura di qualcosa? T: Sì, di un sacco di cose, ma non di morire: ne abbiamo parlato venendo qui in aereo, nel caso di un attentato o altro. In settembre io ero già venuto in Europa dopo l'attentato, ma non ero preoccupato, la morte capita... Nota: questa intervista avrebbe dovuto essere pubblicata sul numero 7 di Equilibrio Precario, che purtroppo non uscirà. A Stefano Paternoster va un grazie per averci dato la possibilità di pubblicare questa intervista e per le belle cose che abbiamo letto su EP in questi anni. |