AA.VV. - Bucolique (Arbouse, 2002)
Sink - Usual Cerex (Arbouse, 2002)
Alc Levora / Schneider TM - S/T (Arbouse, 2002)
Credo che la Arbouse ai più non dica nulla, infatti l'etichetta d'oltralpe è relativamente nuova ed effettivamente non ancora molto conosciuta, però prendete carta e penna, perchè se i nostri amici francesi continuano così, il loro anonimato potrebbe durare ancora poco.
Partiamo con il sampler Bucolique, che oltre a fornire un biglietto da visita di tutto rispetto, ci permette di imbatterci in una serie di canzoni a tema sugli "elementi naturali". Si passa da tracce decisamente ambientali, a glitches, per arrivare alla tradizione americana di Paloma e dell'ex-Come Chris Brokaw (che forse sembrano un po' fuori luogo nell'economia del disco). Se la partenza è leggermente stentata, aspettate di arrivare alle traccie che vanno dalla otto alla dodici, vengono sfoggiate in successione: una traccia dei Rothko che vale da sola tutta la raccolta, uno splendido pezzo dei Kiln, un remix degli Hood che vi ricorda perchè sono su Domino, degli Acetate Zero in splendida forma e dei Billy Mahonie alle prese con un mood decisamente inglese. Con alti e bassi, ma nel complesso un bel disco.
Usual Cerex dei Sink (presenti con una traccia anche sul sampler dell'etichetta) è un lavoro piacevole, per cui la Arbouse chiama in causa Photek, Dj Spooky, Morr Music, pop, elettronica. Che i Sink non siano un gruppo alle prime armi lo si sente sia dai suoni, sia dal tappeto ritmico. Il retrogusto che si ha dopo vari ascolti è che i Sink siano cresciuti ascoltando le Artificial Intelligence che faceva uscire la Warp. Alcuni momenti (Variable Sputnik e Natura 78) sono più riusciti degli altri. Un buon esordio, ma con un gran margine di miglioramento.
Ultimo della serie, ma vera perla del lotto, lo split-cooperazione Alc Levora / Schneider TM. Il berlinese che incide per la City Slang e lo sconosciuto francese si remixano e si manipolano a vicenda, ottenendo quattro vere primizie. Il colpo di classe di questo mini sta nel fatto che nonostante compaia una traccia ed un remix per entrambi i musicisti, la ventina di minuti scarsi del supporto digitale sono così omogenei da sembrare opera di una sola persona. Ambienti e giocattoli degni dei migliori Mouse On Mars (quelli di Vulvaland, per intenderci), acquisto consigliato.
     
     
     
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