Brother JT3 - Way To Go (Drag City, 1999)
John Alan Terlesky è l'oscuro drop-out che si cela dietro allo pseudonimo Brother JT3, occupato da ormai quasi vent'anni nel far rivivere la grande stagione dei seventies. Conosciuto anche come Vibrolux, c'aveva già provato negli anni '80 con gli Original Sins di Philadelphia, il cui album Big Soul ('87) finì nella lista dei dieci dischi più belli degli anni '80 redatta dal New York Times. Sin dalle battute iniziali si pensa subito ai Royal Trux. E, guarda caso, il disco è prodotto proprio da Neil Hagerty e Jennifer Herrema, nascosti dietro alla consolle con lo pseudonimo di Adamo ed Eva (!). Questa volta il suono del quattro piste domestico, che aveva caratterizzato i suoi precedenti lavori, è rimpiazzato da un'architettura sonora più efficiente. La materia psichedelica di matrice seventies viene immersa completamente nell'acido wah-wah, nel drumming jazzato e, soprattutto, nelle esplorazioni lisergiche dei sette minuti di Cloud Ten. Qualcuno ha parlato di Captain Beefheart che legge Edgar Allan Poe sopra un riff dei Funkadelic. Alla fine l'unica consapevolezza certa che si ha è che il rock'n'roll non sia ancora morto, ma che sia soltanto un po' stonato. Parecchio, anzi.
     

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