The Blam - Caveat Emptor (Autoprodotto, 2004)
Avrei scommesso che fossero inglesi, invece sono americani di New York, e giungono al secondo lavoro ad appena un anno dall'omonimo (e, pare, acclamato) album d'esordio. Suoni dolci, elettrici quanto basta ma senza strafare, una voce e situazioni che spesso ricordano i James, almeno quando le chitarre non inseguono il miraggio dei Placebo, come in Writing On The Wall. Ben riuscita la title-track; più che carina la dolce e pacata How Did The Flies Get In?; carina e basta invece It's Not Personal; The Box Is For Me è parecchio carina, ma altrettanto imbarazzante. Le cose migliori forse vengono quando la band strizza l'occhio più chiaramente all'indie-pop-punk, come nel caso della sbarazzina I'm In A Panic; ma si tratta di casi sporadici, e subito dopo si torna a "everybody needs somebody/'cause nights are long/and no one's getting out" (Everybody). Proseguendo su questa strada non so dove potranno arrivare, e per la verità nemmeno mi interessa. In generale il disco potrà forse piacere agli amanti col paraocchi del pop-rock inglese, annoiando a morte tutti gli altri. |