Black Nielson - Londra, 30/11/01

Nonostante Time Out avesse appena dedicato un bell’articolo all’assoluta necessità di andare a vedere suonare i Black Nielson, questa sera il Lil Backyard, una specie di minuscolo pub sotterraneo e pieno di atmosfera dalle parti di Great Portland Street, non è manco mezzo pieno. Poco male, mi dico da sola, del resto nessuno di noi si aspetta che il genio delle band migliori venga immediatamente riconosciuto da tutti senza neanche un po’ di fatica, e per noi che a vederli ci andiamo lo stesso alla fine tutto è pure un pochino più divertente. Sì perché i Black Nielson sono il futuro dell’alternative country o dell’indierock a seconda di come li volete catalogare, una band di quelle come non ne sentivo da tempo e con un potenziale pazzesco da conquista del cuore di tutti gli amanti della musica dell’universo, quattro ragazzi pallidi e delicati che questa sera ci regalano bellissimi pezzi e intensissime emozioni dal loro primo meraviglioso disco, Still Life Hear Me. Stasera a suonare sono in tre band, ma tralasciando le prime due, che a dire il vero non erano così male ma neanche degne di starci a pensare sopra troppo, i veri protagonisti della serata sono ovviamente i nostri quattro beniamini di Southampton. Con un nuovo batterista arrivato nientemeno che da un’altra ottima band inglese, i The Rock Of Travolta (per darvi un’idea vaga, in confronto a questi ultimi i Brainiac erano una band sana ed equilibrata), i Black Nielson ci deliziano con una manciata di delicatissimi pezzi folk e sognati, chitarre e tastiere che si dilatano e si ricomprimono mentre la stupenda voce di Mike (che stasera più che mai sembra la reincarnazione di Mark Linkous) ci trasporta in questo strano mondo sonnolento, ovattato e sbilenco dal quale nessuno di noi vorrebbe mai più uscire. Tutti i pezzi della serata sono dei piccoli capolavori e sarebbe difficile per me dirvi quali sono i migliori perché davvero mi sento ancora un po’ stordita dall’emozione, ma quello che posso affermare senza ombra di dubbio è che con pezzi come il b-side She’s Gold You Know, i due incredibili singoli Lasoo The Moon (pura fantasia Hammond) e Calm Down, It’s All A Dream (power pop geniale), e la bellissima Our Little Family Of Bears a chiudere la serata, i Black Nielson sono davvero pronti per conquistare il mondo (o perlomeno il mondo della buona musica). Stasera più che mai, mi incammino verso casa con il cuore in gola e le ginocchia che mi cedono, sorridendo a tutti i passanti e pensando tra me e me all’ incredibile bravura e intensità della mia nuova band preferita. I Black Nielson sono giovani ragazzi pieni di talento, strani e speciali, e vi assicuro che una voce bella come quella di Mike non la sentirete più per un bel pezzo. Credetemi: da quando ci sono loro, il futuro dell’alternative country non è mai sembrato così roseo.

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