Black Nielson - Still Life Hear Me (Truck, 2001)
Ultima band della tanto piccola quanto prolifica Truck Records, i Black Nielson sono il segreto meglio nascosto della scena indie britannica, quattro ragazzi pallidi e magrolini che si specializzano in una musica dalla bellezza fragile che lascia senza fiato chiunque sia abbastanza fortunato da ascoltarli.
Geograficamente, I Black Nielson vengono dall’Hampshire, dove alla fine degli anni novanta facevano musica sotto il nome di Orko. Citando Mogwai e Radiohead come ispirazioni, gli Orko diventarono presto i beniamini di Southampton e della scena musicale locale, salvo poi sciogliersi poco dopo per via delle prevedibili quanto comuni “differenze musicali”. Il cantante e chitarrista Michael Gale cominciò così a scrivere canzoni in solitudine, bellissime ballate folk e psichedeliche ispirate da dEUS, Grandaddy e Sparklehorse, e la storia vuole che non appena gli altri membri del gruppo ascoltarono quegli incredibili pezzi, nel giro di pochi giorni ritornarono tutti ad uno ad uno all’ovile di Mike. Nacquero così i Black Nielson, senza dubbio una delle band più promettenti della scena indie (ma veramente indie) britannica, una band che ricorda quel certo guitar-rock psichedelico di matrice americana (vagamente Flaming Lips) e che ci ha appena regalato il suo primo meraviglioso album.
Il cantante Mike (il quale, quando l'ho incontrato, mi ha detto che Spirit Ditch degli Sparklehorse è secondo lui la canzone più perfetta della storia della musica, per forza poi che ha fatto un disco così bello) ha una voce splendida e particolarissima, un falsetto delicato e vulnerabile che ricorda Jason Lytle dei Grandaddy e Thom Yorke, mentre il resto della band suona quel rumore scintillante che non sembrerebbe fuori posto in Deserter’s Songs dei Mercury Rev. Still Life Hear Me è un capolavoro di musica malinconica e incantata, un disco di canzoni che barcollano fragili da un sogno all’altro e che si perdono tra stranezze e psichedelia. Lasoo The Moon è una bellissima ballata nebulosa e delicata, un’incredibile fantasia Hammond che ti fa esplodere il cuore e poi ti resta in testa per tutta la vita; Calm Down It’s All A Dream è un’irresistibile pezzo di power pop, di quel tipo che i Grandaddy dovrebbero scrivere più spesso; My Friend e Brain sono canzoni incantevoli e melanconiche che ti catturano senza lasciarti più andare. Sommate tutto questo a interludi sperimentali e a tanto rumore sbilenco e avrete come risultato un disco meraviglioso e importante come solo pochissimi album d’esordio riescono ad essere.
Still Life Hear Me è un disco che folgora chiunque lo ascolti, e questo perché i Black Nielson sono semplicemente una band eccezionale che entrerà di filato nei cuori di tutti gli amanti di Sparklehorse e Mercury Rev. Cercateli ovunque, ve ne innamorerete.
     
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