Black Eyes - S/T (Dischord/Wide, 2003)

Sarò anche azzardato, ma mi sento di dire, senza alcun timore, che quello che sto ascoltando in questo momento sarà in testa alla mia (e non solo) personale classifica del disco dell'anno in corso. E non importa se è uscito a marzo. E non importa se per l'anno sono previste uscite più importanti. Perché questi Black Eyes mi hanno definitivamente portato via. Il 7" in mio possesso faceva presagire ottime cose, ma mi sto sempre più rendendo conto che ci troviamo davanti ad uno dei migliori prodotti degli ultimi anni. Funk-punk/post-punk di chiara matrice Washington - come potrebbe essere altrimenti - dove le influenze (Gang Of Four, Pop Group, 23 Skidoo, P.I.L., su tutte) sono realmente tali, e non modelli da clonare, come nella gran parte delle band appartenenti all'ondata "nu-wave" tanto in voga oggi. E le dieci tracce che completano la mezz'oretta di questo disco ti scorticano, ti fanno male: prima ti fanno venir voglia di ballare, poi ti tagliano con un suono di chitarra apparentemente buttato lì (ma con criterio), quindi ricominciano con il caldo suono dei due bassi, e via col ritmo delle due batterie. E poi più o meno cantano tutti: una voce melodica (e qui i Fugazi insegnano, ma d'altronde...), una isterica, cori apparentemente sguaiati ma che alla fine seguono il ritmo e la melodia, creando un'atmosfera ed un groove (dub? Troppo facile...) davvero efficaci. Fidatevi e, per una volta, lasciatevi travolgere.

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