Big Youth - Ride Like Lightning - The Best Of Big Youth 1972-1976 (Trojan/Goodfellas, 2002)

Big Youth. Figura chiave nell’evoluzione della tecnica e dei contenuti del deejay style, che con lui si evolve da semplice accompagnamento vocale del brano scelto a commento sociale e politico, incendiato dal fuoco della fede rasta e dalle condizioni di vita sempre uguali dei sufferers dei ghetti di cui il deejay si faceva portavoce. Ma anche superstar capace di rivaleggiare in quanto a popolarità con Bob Marley nella Jamaica degli anni ’70.
Manley August Buchanan trova l’ennesima adeguata celebrazione con questa antologia, di un anno seguente la monumentale Natty Universal Dread. Solo una decina però i pezzi in comune tra il triplo targato Blood & Fire e questo doppio targato Trojan: il primo si concentrava in maniera metodica sulle sole autoproduzioni del Nostro, libero di affrontare i temi a lui più cari senza datori di lavoro di sorta, e di pubblicare in seguito dischi con le sue etichette Negusa Nagast e Augustus Buchanan. Ride Like Lightning è invece un’antologia classica: il meglio e stop.
quarantuno pezzi di storia del reggae, ordinati cronologicamente, che vedono Big Youth viaggiare a meraviglia su ritmi già notevoli per conto loro. I venticinque brani del primo cd spaziano tra vari stili, e compilano il lavoro svolto sotto l’egida di produttori come Keith Hudson, Glen Brown, Lee Perry, Derrick Harriot (la fantastica Cool Breeze), Joe Gibbs, Sonia Pottinger, Gussie Clarke e Phil Pratt. I sedici del secondo CD scelgono invece tra le produzioni in proprio, per una maggiore compattezza finale ed una sicurezza sempre maggiore al microfono.
Certo un intero album del genere può suonare ripetitivo e mettere alla prova orecchie poco abituate (alle quali consigliamo piuttosto come introduzione qualche set misto, magari con versioni vocali, deejay e dub degli stessi brani… Oltre all’aquisto dell’indispensabile libro The Rough Guide To Reggae), ma il valore è altissimo, e qui ci sono le radici del rap, tra le altre cose.
Solo due piccoli appunti: mancano Mosiah Garvey (apocalittica versione del classico Marcus Garvey di Burning Spear) e Yabby Youth (putroppo unica collaborazione conosciuta con Vivian “Yabby You” Jackson, sovrano assoluto del roots reggae mistico). E il libretto, pur se interessante, poteva essere realizzato meglio.

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