Black Heart Procession - Milano, 22/11/00
Il concerto comincia alle ventritrè puntuali con il gruppo di spalla, Maquilladora, anch'essi di San Diego, autori di un rock country-eggiante abbastanza classico, ad alta matrice Codeine & C. Niente male, anche se solo un pezzo in più avrebbe forse eccessivamente appesantito il loro onesto set (di quasi un'ora…).
Allo scattare della mezzanotte si addensa un gran fumo sul palco e fanno l'ingresso i quattro "crooners" californiani.
Pall Jenkins (rigorosamente vestito di nero) indossa sotto la camicia un cuoricino lampeggiante, molto originale ma anche molto "Ramazzotti", peccato, un punto in meno…
Inizia il set, composto come immaginabile da pezzi tratti soprattutto dai loro due ultimi album, i più accessibili - nel senso di "più facili da trovare" - al mediocre (in senso di qualità) e maleducato pubblico milanese... Perdonatemi questo intermezzo "polemico", ma sono stufo di vedermi concerti rovinati da esaltati sfigati intellettualoidi con gli occhiali che prendono il concerto come una cerimonia religiosa! Ok, i Black Heart Procession sono una figata, ma c'è stato anche qualcuno che si è sentito personalmente offeso da una critica di una gentile signorina sul suddetto (ridicolo, indubbiamente) cuoricino. E se non ci sono i panzoni esaltati a rovinare gli show, ci sono i ragazzini esaltati che pogano, vedi Fugazi al Leonka l'anno scorso... Siamo ad un concerto in un locale, non alla Scala, e bisognava mantenere un silenzio di tomba, perfino tra un pezzo all'altro, per non infastidire le isteriche ragazzine che hanno infestato le prime file durante la serata (e, per inciso, sono le stesse che spintonavano i presenti innocenti ballando durante i pezzi… Possibile ballare coi BHP? Direi proprio di no, quella si che è maleducazione!).
Tornando sul piano strettamente musicale, il concerto è stato bello, sì, molto, ma troppo lungo; chi non conosceva i pezzi (come buona parte dei presenti…) immagino sia uscito massacrato dalle quasi due ore di ballate solo piano/batteria/chitarra/sega. Proprio una sega da boscaiolo quella che suona Pall in una buona metà dei pezzi. Geniale e originale, ma indubbiamente, specialmente dal vivo, noiosa e talvolta fastidiosa.
Il momento più alto del concerto è stata, secondo me, l'interpretazione di It's A Crime I Never Told You About The Diamonds In Your Eyes, uno dei pezzi migliori del loro repertorio, e, fortunatamente, un po' più "movimentato"… Il più basso, a parte la già citata mediocrità della gente di casa, l'ultimo, lunghissimo, estenuante e ripetitivo pezzo strumentale, col quale hanno chiuso il concerto, senza neanche aver suonato A Light So Dim…
Una nota: dietro i tamburi sedeva (come d'altra parte nei dischi) Mario Rubalcaba, una vera e propria istituzione della scena Sandieghese e non solo (Heroin, Clikatat Ikatowi, ma anche No For An Answer o 411). Un mago della batteria, e si vede che arriva da un passato (e non solo) punk ed è uno skater pro! Peccato che dei presenti quasi nessuno lo sapeva, ed erano impegnati a idolatrare un personaggio di dubbia onestà come quello di quel ciccione che è Pall Jenkins…
Ne è valsa la pena, comunque. Un bel concerto, sicuramente sono più "digeribili" su disco, ma ne è valsa la pena.
Certo che la prossima volta piuttosto che tornare a vederli a Milano, mi faccio anche 100 Km in più (o mi porto un fucile).
P.S.
Un ringraziamento particolare a Micol per l'ospitalità e la gentilezza.
Ciao, vi voglio dire che non è un caso che sia stato un pò soporifero
perchè li ho visti a Roma ed è successa la stessa cosa. Mi sono annoiato
nonostante mi piacciano molto. Un pò anche perchè il gruppo prima di
loro era logorroico e in particolare quel tizio che suonava 100000 strumenti
ma che poi sentendo i risultati li sbatteva per terra schifato. Alla fine quando
dopo un ora e un quarto se ne sono andati ormai la gente odiava la musica
in generale. I Black Heart Procession invece avevano cominciato bene, con
"guess i'll forget you" poi però si sono spenti troppe canzoni simili, e quella
sega insopportabile. Bello invece che qui a Roma hanno fatto il concerto dei
Tuxedomoon, ve li ricordavate più? Grandissimi. Il pazzo violinista ad un certo
punto si è messo a suonare il microfono, poi una pistoletta gocattolo ottenendo
dei suoni distorti cosi come li otteneva dal violino. Ma chissenefrega?
Luca
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Se siete interessati al mondo dei Black Heart Procession, esiste un sito italiano a loro dedicato, all'indirizzo members.tripod.it/blackheartp.
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