Barrato - 'Mmerrecano Siupesciò (Surface Nets/Soul Craft, 2002)

Concluse le esperienze Crunch e Megastore, ecco tornare sulle scene da Roma Vinicio Amici & soci, che fanno uscire per una branchia della stessa Vacation House un disco di hardcore-metal decisamente potente, con cantato 'politico' ("attualità spinta", secondo loro) in italiano. Energia, volume ed idee corrosive, intelligenti e scomode: una ricetta alquanto gustosa e ben servita, con una bella spruzzata di ironia e di cinismo a completare il tutto. Si comincia con la intro parlata (..uh!..): uno sguardo impietoso sul panorama sociopolitico attuale trasformato in un testo quasi-poetico visionario, in perfetto stile Massimo Volume. Poi si comincia ad andare giù bello pesante, con le chitarre aggressive - che sosterranno l'intero lavoro, tra Korn e Downset - di Cowboya (...gran titolo!); la denuncia di una gioventù che si lascia tristemente usare, sfruttare e bistrattare, in Rinco Youth; le atmosfere alla Alice In Chains di Non Lascio, dal refrain esplosivo; la pesantezza monolitica e le urla di Transfuga. Ma c'è spazio anche per le piacevoli ritmiche bluesy di Bluseza (con riferimento scontato ai One Dimensional Man), e per una parentesi 'etnica' con tanto di suonatori di bonghi. Il pezzo che mi ha colpito di più però è Sicuri Comodo, lunga e varia, ma sempre tesa ed inquieta - anche a causa del tema trattato ("La rabbia ti può far male. No, non lo permetterò. Le mie lacrime non diventeranno mai pallottole"): assolutamente splendida.
La voce, forse talora eccessivamente, forzatamente beffarda, è comunque motivata ("attento a ridere del mio ghigno amaro!") e sempre efficace. I riff cadono con poche soste, come fossero bombe. I testi, palesemente 'contro', riescono ad evitare di cascare nella trappola della banalità demagogica (come spesso accade in questi casi), e resta impressa soprattutto una frase che suona come una raccomandazione: per resistere, occorre stare "sempre all'erta, sempre pronto".
Un lavoro dunque estremamente convincente e liberatorio, figlio del nostro tempo, che denuncia una realtà assurda esigendo un radicale cambiamento. Servirà a poco, come al solito, ma quantomeno è la voce viva e pulsante di un crescente malessere sociale, che qualcuno vorrebbe poter zittire.

aggiungi il tuo parere