Ballboy - Londra, 08/12/01
Tra i tantissimi locali di Londra dove vi può capitare di vedere un concerto, Upstairs At The Garage è senza dubbio uno dei luoghi più belli e autentici. Minuscola stanzetta situata esattamente al piano superiore del più famoso Garage di Highbury e Islington, Upstairs si specializza in bellissime serate indie organizzate da giovani e attivissimi collettivi londinesi, piccole gemme non pubblicizzate dove vi sono sempre le stesse persone e dove nell’ultimo anno hanno suonato alcune delle band più promettenti del Regno Unito. Questa sera è la volta degli incredibili Ballboy, quattro ragazzi scozzesi e sorridenti che ricordano la sensibilità dei Belle And Sebastian e non sembrerebbero fuori posto in una compilation della Sarah Records. L’atmosfera è calda e bellissima: alla mia sinistra ci sono i Trembling Blue Stars al completo e due file dietro di me riconosco Anthony Harding degli Hefner (nonché autore di un paio di bellissimi EP sotto il nome di Ant), e sparsi per tutta la piccola sala che stasera è quasi piena vi sono un’ottantina di persone tranquille che sorridono, mentre io me la rido di gusto nel notare la quantità record di magliette di qualunque band di Glasgow che questa sera hanno addosso più o meno tutti quanti (Teenage Fanclub, Arab Strap, Belle And Sebastian, Pastels, giuro che non c’è ne è una non rappresentata…). Dopo un’incredibile discorsetto nonsense di Gordon (il cantante e chitarrista) in scozzese strettissimo accompagnato dalle generali risate del pubblico, il concerto prende il via con forse la canzone più famosa dei Ballboy, I Hate Scotland, un pezzo parlato bellissimo e potente che ricorda l’impatto dei migliori Arab Strap e con un testo di quelli che ti fanno cedere le gambe. Mentre lo ascolto, penso al video buffo e dolcissimo che ne è stato tratto e che si trova nel loro ultimo disco dove si vedono tutti i bambini della scuola elementare in cui insegna Gordon mentre fanno ginnastica, e non so perché mi ritrovo a sorridere senza motivo. Tutti applaudono, i Ballboy ridono e continuano con le loro battute, e il concerto continua con I Wonder Whether You’re Drunk Enough To Sleep With Me Tonight, un piccolo capolavoro pop nuovissimo e scaldacuore che apparirà probabilmente nel prossimo EP e che fa ballare tutta la sala. A questo punto, Gordon annuncia il bizzarro "Galaxie 500 quiz": verso la fine del concerto, la band farà una domanda al pubblico a proposito dei Galaxie 500 (la loro band preferita), e chi per primo riuscirà ad indovinare la risposta giusta si porterà a casa una maglietta dei Ballboy a sua scelta con sopra l’ironica scritta “I hate Ballboy”. Ancora risate generali e un’atmosfera che sembra quella di una pizza di classe da terza media: uno dal pubblico urla “I've won, I've got number 25!” prima ancora di sentire la domanda e sparando un numero che non c’entra assolutamente niente, mentre Gordon si piega in due dalle risate e risponde: “This is not a raffle, this is a quiz!”. Avanti con i pezzi, è ora la volta di Donald In The Bushes With A Bag Of Glue, l’anatema indiepop più indimenticabile della storia della musica, paragonabile solo a Emma’s House dei Field Mice, uno di quei pezzi dolci e sorridenti che hanno quel potere catartico di farti ridere il cuore ogni volta che lo ascolti. Il pubblico si sta letteralmente sciogliendo dalle troppe emozioni e Gordon, una specie di Stuart Murdoch in versione bizzarro folletto, continua con gli aneddoti sui suoi genitori e su una bella infermiera che ha visto l’ultima volta che è finito in ospedale. Una delle cose più incredibili dei Ballboy è che, nonostante la loro vena da indiepopsters shambolici che gli fa creare delle piccole gemme di musica pop con la stessa frequenza e facilità con cui la sottoscritta mangia due biscotti al cioccolato, i nostri quattro non hanno paura di usare le loro chitarre per fare rumore e questa sera si rivelano di un impatto assolutamente inaspettato da fare impallidire un considerevole numero di postrockers. E difatti è proprio il caso di I’ve Got Pictures Of You In Your Underwear, dove la sala si riempie della chitarra furiosa di Gordon e tutti quanti - Trembling Blue Stars compresi - cantano in coro il meraviglioso ritornello. Subito dopo, è la volta di un altro pezzo nuovo, Avant-Garde Music, dedicato ad una ragazza pretenziosa che una volta disse ai Ballboy che non erano abbastanza avant-garde per i suoi gusti e soprattutto che il loro batterista sembrava un avanzo di galera (e Gordon ovviamente non manca di raccontarci tutta la divertentissima storia a proposito, mentre prende in giro il batterista e tutti e quattro ridono come dei bambini fino a non poterne più). Arriva il momento del “Galaxie 500 quiz”, ma nonostante la vostra corrispondente qui si sentisse abbastanza ferrata sull’argomento, la domanda su come si chiamasse il produttore di On Fire mi coglie impreparata e a vincere è invece un ragazzo dietro di me che ad occhio e croce ha una decina d’ anni di ascolti musicali di vantaggio sulla sottoscritta (ma non vi preoccupate perché alla fine la maglietta l’ho recuperata ugualmente!). Il concerto va avanti con altri pezzi inediti e conosciuti, con la travolgente e geniale Sex Is Boring e numerose e bizzarre interazioni da cabaret con il pubblico, mentre un bigliettino di natale con sopra il testo di una canzone che si intitola I’ve Lost You But I Found Country Music viene distribuito a tutti i presenti rendendo se possibile ancora più surreale l’incredibile serata. A concludere il concerto è la bellissima Leave The Earth Behind And Take A Walk Into The Sunshine, un pezzo delicatissimo e pieno di tastiere che si dilata per parecchi minuti e devasterebbe il cuore di chiunque, e quando la voce di Gordon si alza e mormora “Are you happy / with your life?” vi confesso che mi parte pure una lacrima. I Ballboy ci ringraziano e ci salutano e la serata termina così, lasciandoci tutti quanti felici e completamente ammutoliti dall’emozione.
Nell’ambito dell’indiepop, i Ballboy sono semplicemente ciò che di meglio e di più meraviglioso potrete trovare. Con quell’attitudine umile e dolcissima e allo stesso tempo la loro impressionante bravura e originalità, i Ballboy sono semplicemente superbi e un concerto come quello di stasera non potrà far altro che lasciare chiunque vi assiste estatico dalla felicità. La persona che stasera era con me, la quale normalmente ascolta solo musica blues degli anni '30 e non potrebbe essere meno interessato all’indie di quello che è, mi ha presa per un braccio appena terminato il concerto e mi ha detto che non avrebbe mai creduto di divertirsi così tanto. So che lo dicono tutti quanti, e quindi preparatevi per la banalità che sto per dire: il concerto dei Ballboy di questa sera è stato forse il più bello e intenso che abbia mai visto in vita mia.
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