AA.VV. - Badman's Bedtime Maladies (Badman, 2002)

Country alternativo, slowcore, postrock. Il cantautorato malato, figlio tanto della musica di Johnny Cash quanto dell'attitudine scazzata ereditata dal punk, ci ha abituato a comparire qui e là attraverso molti stili. In comune c'è sempre un sentire complesso, un'affinità sociale che mette i neo cantori in contatto con la tradizione, forzandoli a diversi gradi di estraniazione/personalizzazione della musica stessa. La commistione con sonorità altre, come nel caso degli Ill Lit o dei Misc, le dilatazioni younghiane dei My Morning Jacket, il powerpop byrdsiano del Posies Ken Stringfellow, le melodie post-emo dei Lanterna, l'elettronica di Rebecca Gates degli Spinanes, la conclusiva nenia di Paula Frazer in coppia con Mark Eitzel. Molte, dunque, le influenze che la Badman riunisce sotto di sè, senza creare attriti o scompensi. Nessuna contraddizione nasce, se la logica motrice è il cantautorato realmente d'autore. Se anche i nostri italici virgulti avessero simile dimestichezza nel rimestare le carte del proprio passato personale con quelle della tradizione, ci troveremmo probabilmente con prodotti, non per forza indipendenti, ma di qualità decisamente superiore. La dimostrazione sta tutta nell'efficace lavoro di compilazione di questa etichetta americana. Progredire senza tradire non è sempre e per forza una utopia. Questa compilation è un ottimo aperitivo per la produzione del 2002 e del 2003 a venire, acquisto consigliato per chi crede che non ci siano vie alla tradizione se non la pedissequa imitazione. Si ricrederà.

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