Azure Ray - November EP (Saddle Creek, 2002)
Giuro: vorrei che la Saddle Creek facesse uscire un disco brutto, dico uno soltanto. Almeno non mi farei prendere dal mal di pancia per la smania di averlo al più presto. Invece per ora non ha sbagliato niente, neanche dove sarebbe stato più facile. È il caso di queste Azure Ray, duo di ragazze da Athens, GA, già titolari di un (pare) ottimo debutto su un'etichetta locale. Di mal di pancia si parlava. Ecco, in questo caso mi prende perché questo 'Novembre' è solo un EP. Solo sei tracce, non una di più e non una brutta. Come dei Mazzy Star meno psichedelici e più 'americani', dei Velvet Underground + Nico (e mi stupisco che ci sia gente che nel 2002 non li conosca ancora) del terzo millennio, le due figliole sparano subito la loro cartuccia migliore, la title track. Da lacrime, da brividi, insomma, dire 'toccante' è un eufemismo. È dai tempi di Fade Into You che una canzone non mi faceva questo effetto. Il vero 'problema' è che tutte le tracce sono allo stesso livello, ognuna ha un punto (vuoi per l’atmosfera, vuoi per il testo, vuoi per la melodia) capace di stendermi. Voglio il loro full length. Lo voglio adesso. Sono pronto ad uccidere. Azure Ray - Hold On Love (Saddle Creek/Wide, 2003) Azure Ray - The Drinks We Drank Last Night (Saddle Creek/Wide, 2003)
Un peccato: se l’EP November era stato una piacevole sorpresa, questo successivo album si presenta come un lavoro decisamente più mediocre: l’introduzione di beats elettronici e di arrangiamenti più “complessi” rovinano irreparabilmente le canzoni di Orenda e Maria, per altro buone songwriter, dotate pure di splendide voci. Ma il disco non decolla: tedia e rimane sospeso nel un limbo tra il tasto “eject” e lo “skip”, come se si sperasse che il pezzo successivo le facesse almeno in parte rivalutare. Purtroppo, però, solo Look To Me e pochi altri episodi effettivamente buoni (The Drinks We Drank Last Night, scelta come singolo e la successiva Across The Ocean) sono degne di essere salvate dall’insufficienza. Il resto sono solo canzoni che, arrangiate in modo più scarno e minimale, avrebbero potuto rendere molto di più (dal vivo, infatti, una volta superata la fase narcolettica, erano state a dir poco incantevoli). Sarà per la prossima occasione, ne sono sicuro. In compenso, vi garantisco che per addormentarsi la sera non esiste disco migliore. |