Avail - Front Porch Stories (Fat Wreck/White And Black, 2002)
Snuff - Disposable Income (Golf/White And Black, 2002)

Gli Avail sono tornati. Evviva gli Avail. I cinque di Richmond, VA sono di nuovo "on the streets" con questo Front Porch Stories. Gli Avail sono una di quelle poche band che non si possono non amare, a prescindere dal fatto che ti piacciano o meno: belle persone, oneste, "vere", legate in modo indissolubile al concetto di "hardcore" più vero (sebbene siano finiti su Fat Wreck...) e dal vivo ti spiazzano, ti lasciano a bocca aperta. Gli Avail sono gli Avail. Ascoltando questo disco giusto stamattina pensavo a come siano e rimarranno una delle poche band "hardcore" al 100% di questi anni '90: mi vengono solo in mente i Born Against e poche altre. Per band come queste non è tanto rilevante se il disco è buono o meno (e comunque lo è, non ai livelli di Dixie, ma lo è), gli Avail bisogna amarli. In ogni modo una crescita musicale si sente: sono diventati molto meno "ignoranti" che in passato, i suoni sono sempre più curati, i testi sono sempre impegnati e già al terzo ascolto si è tutti rapiti dai sing-a-long. Siccome sono in tour trecentosessantacinque giorni all'anno, non è detto che prima o poi non passino dalle nostre parti. Non vanno persi, assolutamente.
Altra band "culto" del circuito hardcore (in questo caso più melodico) gli inglesi Snuff, che si presentano nuovamente sulle scene dopo aver lasciato la Fat Wreck (che aveva fatto uscire la maggior parte dei loro dischi tra cui l'ottimo Demmamussabebonk) ed essere approdati alla connazionale Golf. Devo ammettere di averli persi di vista nel corso degli anni (giusto dai tempi di DMSBK) ma a giudicare da questo disco i ragazzi non sembrano aver perso lo smalto dei tempi migliori: quindici tracce caratterizzate dal loro sound inconfondibile (si riconoscono dopo pochi secondi, e ciò non è affatto un male, in un genere che da un decennio almeno si autoclona in continuazione) e dalla grande tecnica del batterista/cantante Duncan (che ha suonato pure con i J Church). Non saprei a che band paragonarli, se dovessi dare delle coordinate del loro suono: forse a dei NOFX senza tutti gli stacchetti che fanno tanto ragazzino-con-lo-skateboard, e più "adulti" (provate ad ascoltare l'elettronica-dub di Heads You Win Tails You Lose o l'epica Emoticon, accompagnata dall'onnipresente Hammond e la ghost-track in stile Pogues).
Un bel colpo, sebbene il genere ormai non mi dica più molto.


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